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Festival Echos in Santa Croce (Museo Civico)

La consegna della Borsa di Studio dedicata a Mario Patrucco

Il mondo della musica è tutto un incrociarsi di nomi ed eventi che paiono casuali solo in apparenza, infondo l’arte è sempre un gioco di reciproche influenze, a maggior ragione in una piccola città come Casale. 

Prendiamo il concerto del Quartetto Dorè, il 9 maggio, nel chiostro di Santa Croce. Siamo qui perché, come ha ricordato anche dal sindaco Emanuele Capra e dall’assessore Gigliola Fracchia, c’è un rapporto speciale tra il Festival Echos e il Museo Civico.

Sergio Marcheggiani, fondatore di questa manifestazione itinerante per tutta la Provincia rievoca, il primo concerto: 1999 nella piccola Sala delle Lunette, 60 persone. E così che si arriva al 2025, al concerto per i 30 anni del Museo di Casale che in un Teatro Municipale strapieno ospita il quartetto di Cremona. 

Ed è questo celebre ensemble, insieme Fondazione Staufer, a scegliere, nel 2026, il quartetto Dore come vincitore delle Borsa di Studio dedicata a Mario Patrucco. 

Mario ha collaborato con Il Monferrato per oltre 40 anni, recensendo centinaia di concerti, tra cui proprio quello del ‘99 affidato al quartetto Rachmaninov, ma, come ha ricordato la figlia Erica nel consegnare l’assegno ai quattro giovani musicisti del Dorè, era un provetto violista e quartettista lui stesso. Tra le infinite partiture per archi che conosceva memoria c’erano questi due capisaldi del repertorio che stiamo per ascoltare. Il secondo dei quartetti Razumovsky di Beethoven e “l’Americano” di Dvorak.  Che giri fa la musica!

Ma possiamo ampliare il gioco. Un certo Goethe definì il quartetto d’archi una conversazione tra quattro persone ragionevoli. Sulle corde del Dorè, l’op 59 n 2 di Beethoven diventa un dialogo tra intellettuali coltissimi.  Poi sarà l’anima slava del committente da cui presero il nome (il conte russo  era quartettista e protettore di quartettisti), ma anche Dvorak ne venne influenzato. Certo, nel suo quartetto n 12 op 96 era negli USA e vi trasmigrò anche spirituals e canzoni degli Appalachi. Motivi simili a quelli della Sinfonia del Nuovo Mondo. Solo che qui, per archi, tradiscono le origini più popolari dalle danze dei primi pionieri europei. E quando, dopo gli applausi scroscianti il Dorè esegue per bis un motivo popolare danese che sa più d’Irlanda, si chiude un altro cerchio.

Ma infondo importa? la musica è fatta per essere ascoltata e qui ne abbiamo sempre sentita di ottima.  a.a.

FOTO. La consegna della Borsa di Studio dedicata a Mario Patrucco