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Il salvataggio della SS. Trinità di Fubine
Quale futuro per la chiesa della SS. Trinità di Fubine? Da anni, ormai, giace quale rudere abbandonato. Che fare, dunque? Se ne è discusso in Provincia, mercoledì scorso. Dall’incontro è emerso chiaramente come l’esigenza più imminente sia costituita dalla necessità di intervenire al più presto per arginare il grave stato di degrado raggiunto dei resti dell’edificio originario.
I rilievi effettuati durante la stesura del progetto “Una Porta sul Monferrato degli Infernot” ne hanno suggerito l’inclusione tra i beni da recuperare a supporto degli obiettivi di accoglienza dell’itinerario di accesso alla Componente 6 del Sito UNESCO, proprio per il fatto che Fubine Monferrato è il primo Comune della “buffer zone” del sito. Forum Fubine Futura, si è fatto carico di esplorare, insieme all’Amministrazione comunale e agli altri soggetti redattori del progetto, l’opportunità di promuovere un intervento idoneo a sbloccare la situazione di stallo e dare il via al lungo iter di recupero. Innanzitutto con la messa in sicurezza, un primo intervento reso possibile grazie ai programmi di formazione e addestramento dell’Associazione Volontari di Protezione Civile per la tutela e la salvaguardia dei beni culturali “Proteggere Insieme” di Alba, che, identificato l’edificio della Chiesa della Trinità “bene storico” da tutelare secondo le proprie finalità d’istituto, lo ha eletto quale sito di addestramento per il prossimo futuro.
Prossimi impegni sulla chiesa della Trinità saranno, dunque, la pulizia esterna ed interna per garantire l’accessibilità e predisporre l’avvio della successiva fase di messa in sicurezza. L’intervento di pulizia e recupero della Chiesa della Trinità sarà caratterizzato dall’opera di alcune squadre di volontari formati ed abilitati alla tutela e salvaguardia di beni culturali, membri dell’Associazione Proteggere Insieme di Alba. In questa prima fase, il cui cantiere verrà ufficialmente avviato il prossimo 3 marzo, saranno rimosse le piante infestanti cresciute all’interno dell’edificio e verrà avviata la selezione delle macerie derivanti dal crollo del tetto, che avverrà con puntuale identificazione e cernita di laterizi originali, nell’ipotesi di un loro riutilizzo per ricomporre parti dell’edificio.
La seconda fase si svilupperà, poi, con l’intervento dei volontari nelle aree esterne dell’edificio, che elimineranno la vegetazione infestante e ripuliranno il sedime circostante.
m.ros
FOTO. Conferenza stampa in Provincia per presentare il progetto fubinese






