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Carteggio Carlo Grillo-Cesare Pavese (2)

Stefano Grillo individua in Poli le “tentazioni di vivere” di Pavese...

 

Per ricostruire la consistenza originaria del carteggio Carlo Grillo-Cesare Pavese, si devono sommare alle quattro lettere superstiti di Pavese le cinque prestate da Carlo a Lajolo e mai restituite.

Di tale circostanza dà evidenza una lettera di Lajolo: «Ho già cercato le cinque lettere che mi avevi portato a Vinchio, le lettere di Pavese e come ti ho detto devo averle messe in un posto tanto segreto che dovrò cercare ancora». Le lettere mancanti coprono il periodo 1947-1950 e, dunque, si suppongono ricche di riferimenti a «Il diavolo sulle colline» composto nel 1948.

Aggiunge Lajolo: «Le cinque lettere non dicono molto ma naturalmente daranno la certezza anche a chi non sa che tu sei il Poli del “Diavolo sulle colline”». Scrive Bruschi: «Storie di vite diverse, diversissime, quelle di Cesare e Carlo, ma che intrecciandosi formano un insolito e fascinoso viluppo tra biografia e letteratura». Di tutti i personaggi pavesiani Poli è quello in cui maggiormente si identifica Pavese, tanto che Lajolo si domanda: “quanto c'è di Pavese in Poli e di Poli in Pavese?».

Stefano Grillo individua in Poli le “tentazioni di vivere” di Pavese: Poli è la disinvoltura sessuale, mentre Pavese confessa la propria inadeguatezza; Poli è la cocaina assunta per fronteggiare le missioni su Malta, mentre Pavese lamenta la mancanza di coraggio; Poli è l’anticonformismo di chi avendo talenti e conoscenze (da Einstein a Montale) li risolve snobisticamente, mentre Pavese è l’indefesso lavoratore di Einaudi; Poli è l’esilio famigliare cui reagisce invocando l’eccesso, mentre Pavese subisce il confino a Brancaleone Calabro; Poli, infine, è la perenne ricerca spirituale che Pavese sperimenta e poi abbandona. A Natale del ‘49 Carlo gli scrive: «Ti vedo male, così solo. Ma tu conosci la bestia». E nel gennaio del ‘50 da New York aggiunge: «Caro Cesare […] Quando niente va l’unica è cambiare tutto. Bisogna averne il coraggio. Io l’ho avuto ed ora vedremo». Pochi mesi dopo Pavese porrà fine alla sua vita in una stanza d’albergo a Torino.

Luigi Angelino-Dionigi Roggero

(2- continua)

FOTO. 1971, Stefano Grillo di Ricaldone e Carlo Grillo (disegno di Matilde Izzia di Ricaldone)