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San Luigi Gonzaga in Monferrato
Libro di Antonio Mignozzetti a450 anni dalla nascita
Sono trascorsi 450 anni dal 9 marzo 1568, quando nella rocca di Castiglione delle Stiviere nasceva Luigi Gonzaga, primogenito di otto figli (sette maschi e un femmina) del marchese Ferrante e di Marta Tana, contessa di Chieri.
Fu battezzato “sotto condizione” dalla levatrice, essendo nato tra gravi difficoltà e in pericolo di vita per il bambino e per la madre, che fece voto di andare in pellegrinaggio alla Santa Casa di Loreto, se il piccolo si fosse salvato. Sono notizie tratte dal ben documentato libro intitolato “Luigi Gonzaga e Chieri”, scritto da Antonio Mignozzetti in occasione del 50° anniversario di fondazione della parrocchia dedicata al Santo (1968-2018). Per buona parte è dedicato ai forti legami con la città di Chieri: a partire dall’origine della madre Marta Tana, dei signori di Santena, nata a Chieri intorno al 1544, che poco prima della beatificazione del figlio (19 ottobre 1605) aveva donato una reliquia alla città che, fin dal 1727, aveva scelto il Santo come “compatrono” della città e patrono delle scuole pubbliche. Marta era entrata adolescente dopo il trattato di Cateau-Cambresis (1559) alla corte di Francia, dove conobbe la futura sposa di Filippo II, Elisabetta di Valois (Isabella per gli spagnoli), figlia di Enrico II e di Caterina de’ Medici, che seguì a Madrid, restando al suo fianco come damigella d’onore fino al matrimonio con Ferrante, conosciuto in Spagna, dove era gentiluomo di Filippo II. L’aveva notato mentre danzava con Sofonisba Anguissola, ritrattista della regina, al ballo organizzato dal re a Guadalajara in onore della terza moglie, che incontrava per la prima volta, essendo stato il matrimonio celebrato per procura.
Non mancano nel libro, ricco di inediti documenti d’archivio, i riferimenti alla storia del Monferrato. A partire da Casale, dove nel 1579 Ferrante Gonzaga ricoprì su incarico del duca di Mantova Guglielmo, suo cugino, la carica di governatore del marchesato monferrino.
Nel periodo trascorso nella nostra città, il futuro Santo, fece visita al Santuario di Crea, dove gli fu dedicata la cappella nella navata di sinistra con la lapide posta dal vescovo di Casale Paolo Maria Barone il 22 giugno 1899.
Aggiungiamo, come si legge su “Il Monferrato” dell’epoca, che il 7 febbraio 1927, nel bicentenario della canonizzazione, la preziosa teca con la reliquia del capo del Santo, giunta in città durante il trasferimento da Chieri a Castiglione delle Stiviere, fece tappa nella chiesa di Sant’Ilario e poi in Cattedrale per la solenne funzione religiosa. Per l’occasione sulla facciata di palazzo Gaspardone-Ottavi (via Cavour), sede del Governatore, fu posta la lapide in ricordo del soggiorno di San Luigi Gonzaga, scomparso a Roma, a soli 23 anni, il 21 giugno 1591, e tumulato nella chiesa di Sant’Ignazio. Possiamo concludere con le parole di chiara ed efficace sintesi scritte da don Michele Ronco (il fondatore della parrocchia chierese dedicata al Santo) e pubblicate nella seconda di copertina: “Figlio del suo tempo, cresciuto alle corti dei Gonzaga, di Madrid e dei Medici a Firenze, partecipa agli impegni del suo rango. Pone dei perché alla sua esistenza, è sicuro delle sue scelte. Lo sfarzo e le lusinghe delle corti principesche non lo abbagliano; egli con quotidiano esercizio matura alla fede, e non si estranea dal mondo, al quale vuole dare il miglior servizio”.
Dionigi Roggero






