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Mostra di Bonardi “Angeli ed Arcangeli”
Nei matronei del Duomo, aperta sino al 4 luglio, sabato e domenica dalle 15 alle 18
La mostra di Giovanni Bonardi “Angeli ed Arcangeli” è stato il fiore all’occhiello venerdì della “Lunga notte delle chiese”, evento nazionale, e ha segnato la riapertura del Museo del Duomo, come ha evidenziato subito con soddisfazione il direttore Raffaella Rolfo.
La presentazione è avvenuta nel nartece di fronte ad un numeroso pubblico con le parole del vescovo mons. Gianni Sacchi (“Gli angeli ci sono e vanno accolti come un dono del creatore per noi”) e di don Samuele Battistella sulle documentazioni bibliche che riguardano gli Angeli del Vecchio e Nuovo Testamento.
Poi per le strette scale ricavate nelle mura la salita a piccoli gruppi ai matronei che- valore aggiunto- permettono insolite visioni sull’atrio fino all’altorilievo della cerva (portato in luce dal restauro Zaccheo-Novaria).
Qui si svela il mondo di Bonardi che -lasciata per qualche mese la scultura- ci regala un progetto legato alla spiritualità: il disegno su dieci tele appunto degli Angeli ed Arcangeli.
Sono opere molto raffinate nate in una visione - come ci dice - paragonabile agli ex voto, in cui la riproduzione figurativa del santo era il tramite per implorarne l’intercessione, un ringraziamento anche visto il momento fragile che l’umanità sta vivendo
Il segno di Giovanni Bonardi è coerente e sicuro nell’attraversare il tempo e la storia sino a rendersi contemporaneo nei voluti sgocciolamenti, nella dolcezza, ma anche nella forza espressiva delle forme e dei panneggi. Se la poesia la possiamo trovare negli Angeli, l’emozione e il centro della mostra li troviamo negli Arcangeli, sublimi anche nella scelta cromatica teologicamente ponderata, come nella figura centrale del’Arcangelo Michele ,raffigurato con la lancia ed il cromatismo rosso, che traffigerà il Demonio.
Il panneggio è blu per Gabriele che sta di fronte a Dio ed è mandato ad annunciare a Maria la nascita. L’arcangelo Raffaele ha il colore del sole, il giallo, ed il suo nome significa “Dio Guarisce” e proprio a lui l’artista si è rivolto per un aiuto per intercedere contro la pandemia per tutta l’umanità. Ai lati abbiamo Salathiele (“Dio comunica”), l’angelo con le mani giunte, e dietro di lui viene rappresentato Jehudiele (“Dio ricompensa”). A destra troviamo Barachiele, l’angelo in ginocchio, e alle sue spalle compare Uriele, l’angelo di luce (quello più amato dall’autore). Con questa luce noi cerchiamo di scendere dall’altezza spirituale ed estetica, raggiunta dall’opera, per incontrare migliori il nostro quotidiano.
La mostra sarà aperta sino al 4 luglio, sabato e domenica dalle 15 alle 18, lo stesso orario del Museo.
Luigi Angelino-Piergiorgio Panelli
FOTO. Sui matronei alla inaugurazione, da destra, il vescovo, arch. Rolfo, Bonardi (f. ellea)






