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Da Fubine a Genova
Opere della Diocesi apprezzate in mostre
Ricordiamo subito il successo della mostra “Le dames du Baroque. Les femmes peintres dans l’Italie des XVIe et XVIIe siècles”, a cura di Francesco Solinas e Valentine De Beir, tenutasi al Musée des Beaux-Arts di Gand nell Fiandre in Belgio fino allo scorso 20 gennaio, in cui sono state esposte - insieme ad opere di artiste del calibro di Artemisia Gentileschi e Lavinia Fontana - anche due tele di Orsola Maddalena Caccia, San Luca nello studio e La Vergine tra S. Ignazio e San Francesco Saverio provenienti dalle chiese di San Francesco e Sant’Antonio Abate di Moncalvo,
Continua la richiesta di opere d’arte di proprietà della Diocesi da parte di musei e curatori d’arte nazionali e internazionali, a testimonianza e conferma dell’importanza e del valore che il patrimonio storico-artistico conservato nel territorio monferrino ricopre nel panorama della produzione artistica europea di epoca rinascimentale e barocca.
Chiuderà domenica 10 marzo la mostra “Maragliano 1664-1739. Lo spettacolo della scultura in legno a Genova”, aperta a Palazzo Reale presso il Teatro del Falcone a cura di Daniele Sanguineti, in cui sono raccolte in un unico contenitore le più significative opere di scultura lignea che il maestro realizzò per chiese e oratori liguri e non fra il 1664 e il 1739. Fra esse anche il gruppo scultoreo della Madonna del Rosario della Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine di Fubine datato 1717.
Proseguirà invece fino al 5 maggio 2019 la mostra “Alessandria scolpita. Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento. 1450-1535” a Palazzo Monferrato in Alessandria, a cura del professor Fulvio Cervini, che offre ai visitatori la possibilità di conoscere il patrimonio artistico figurativo prodotto sul territorio dell’Alessandrino tra Gotico e Rinascimento con l’esposizione di statue lignee a confronto con tavole dipinte e oggetti di oreficeria. Fra gli oggetti esposti anche la Croce astile d’argento di bottega orafa lombarda, databile 1460-1470, proveniente dalla Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo di Giarole e la scultura lignea del Cristo morto, opera di scultore piemontese della seconda metà del XV secolo, della Chiesa parrocchiale di San Salvatore di Ozzano.
Interessante e originale anche la mostra in corso a Brescia, nelle sale di Palazzo Martinengo “Gli animali nell’arte. Dal Rinascimento a Ceruti”, aperta fino al 9 giugno 2019, curata da Davide Dotti, in cui sono esposti oltre 80 capolavori a documentare come la rappresentazione degli animali abbia trovato ampia diffusione nell’arte tra XVI e XVIII secolo. Nella sezione dedicata agli animali fantastici è protagonista anche la tela di Orsola Maddalena Caccia con Santa Caterina e il drago, databile al 1625-1630 proveniente dal Santuario di Crea, mirabile esempio della fulgida creatività compositiva della monaca pittrice, figlia di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
Da segnalare che in queste settimane sono in corso di valutazione da parte dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, in sinergia con le Soprintendenze competenti, numerose nuove richieste di autorizzazione al prestito di opere d’arte provenienti da diverse sedi museali italiane, alfine di favorire la divulgazione, lo studio e la conoscenza del patrimonio storico-artistico del Monferrato, ma sempre mettendo in primo piano la conservazione e la tutela dello stesso.
- foto: gruppo scultoreo ligneo Madonna col Bambino di Fubine






