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Sogni tra le colline

Passavo per quello che poteva essere considerato diverso, ma se i diversi sono quelli che percepiscono le emozioni in modo più profondo di altri, beh, allora sì, lo sono. La normalità è un’invenzione di chi è privo di fantasia”.  Queste poche righe ci sembrano la sintesi migliore per approcciarci alla lettura del romanzo “Sogni tra le colline, un amore diverso” scritto a quattro mani dal varenghese  Alessandro Zanotto, insieme a “Veronica” Bugeron ma, forse, ancora di più, per entrare in punta dei piedi nel modo dello chef-poeta, figlio del “Drago”, la cui sensibilità lo ha reso un intenditore nell’andare oltre. Una storia romanzata, ma vera, che non è dicotomia, perché intreccia armoniosamente un vissuto intenso alla melodia della fantasia, appena dosata, quest’ultima, come un ingrediente speciale in un piatto altrettanto speciale, tanto da renderlo ogni volta diverso e unico. Alessandro si racconta attraverso la penna di Veronica (nome di fantasia, ma persona reale) e, in una sintonia espressiva di cuori e di anime, racconta la sorprendente magia della vita. “Nella vita, ognuno di noi, affronta momenti bui dove tutto quello in cui si crede si oscura … ci si perde,  perdendo tutte le nostre certezze… un momento in cui si viene inghiottiti da un grande buco nero, là dove non si intravede il fondo. E’ da quel momento che da me, Alessandro, nascono le emozioni più grandi, le cose più belle, i piatti migliori”. Le colline monferrine sono il suggestivo teatro in cui si snoda lo spettacolo della sua vita. E’ nel bosco, così come nell’orto, che Alessandro trova ispirazione: quel tocco di fantasia, di colore e di sapore che sollecita i sensi regalando inaspettate emozioni. “I miei piatti sono ogni volta diversi perché attingo da una natura ogni istante diversa…”. Cresciuto tra i fornelli del padre e i pizzini di carta sui quali scrivere i suoi pensieri,  nello chef-poeta si sente forte e costantemente viva la presenza del Drago, il noto artista-ristoratore dell’omonima e rinomata Stamberga di Varengo. Il romanzo racconta una sofferta e bellissima storia d’amore sbocciata nell’intimità del paesaggio monferrino e scandita tra versi e rime, tra spezie e profumi contadini (non mancano reminiscenze proustiana), tra estro e fantasia. Riconoscenza e gratitudine per la natura con i suoi ritmi e le sue sfumature, per la famiglia fonte di amore e di pillole di saggezza, per la donna amata sfuggente e presente, per la libertà di espressione che plasma versi o pietanze, le dichiarazioni d’amore si susseguono più o meno esplicite tra le righe delle 158 pagine del libro, mentre la lettura corre veloce sollecitando riflessioni e muovendo il sentire dell’anima. “Perché le cose più emozionanti e belle della vita non si vedono con gli occhi, ma si sentono con il cuore”. Un libro dai tanti spartiti e che si presta a molte chiavi di lettura, un libro che sembra quasi un giallo in cui, quando il sipario pare calarsi, ecco all’improvviso il riscatto di una vita che continua. Alla presentazione di domenica scorsa sono intervenuti, accanto ad Alessandro, l’editrice, il libraio e la dicitrice Maddalena Greppi che, insieme, hanno donato un intenso e concentrato assaggio della magia racchiusa nel romanzo dello chef-poeta. Il libro è disponibile presso la Libreria Coppo di Casale o presso l’autore.

Chiara Cane