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Un paese da raccontare
Carrellata di memorie moranesi
Non è molto frequente, come è successo nella recente visita alla chiesa di San Pietro Martire di Morano sul Po, essere accolti da una folta delegazione composta da autorità, esperti e appassionati di storia, a partire dal sindaco Luca Ferrari, dal vice sindaco Maura Tosi, da Giancarlo Vanni accompagnato dalla gentile signora, da Marilisa Barbano con Guido, e da Pietro Corbellaro.
Ma la visita ha riservato un’altra sorpresa, come la (ri)scoperta di un nuovo testo avuto in gentile omaggio dal primo cittadino e che presentiamo al lettori del giornale. Si intitola “Un paese da raccontare. Carrellata di memorie moranesi fissate con l’obiettivo dagli inizi del XX secolo”. È stato pubblicato da Mediagraf di Noventa Padovana nel 2018 e presentato nel maggio dello scorso anno proprio nella suggestiva cornice della chiesa di San Pietro Martire. Si tratta della ristampa del volumetto a suo tempo edito dalla Pro Loco di Morano e scritto da Alfredo Ferrati e Gian Franco Rossino. Nella pagina iniziale del libro intitolata “Perché raccontare” gli autori spiegano le ragioni della pubblicazione legate ai ricordi infantili quando, ascoltando le favole dei “grandi” a bocca spalancata essi sognavano di raggiungere luoghi remoti ai confini della realtà esistenti solo nella fantasia. Poi, diventati adulti nello stesso lembo di terra che aveva tenuto a battesimo i padri e prima ancora i vecchi, avvezzi al terreno della risaia, temprati dal sole estivo e dalle nebbie invernali, hanno scoperto, troppo tardi, di essere rimasti solo in pochi. Di qui la necessità di tracciare una storia che non fosse una cronaca, ma semplicemente un grandioso album di famiglia. L’opera è impreziosita dalla bella presentazione “Alla ricerca del tempo perduto… e ritrovato” a firma di Giovanni Sisto. Fin dal titolo il poeta e scrittore monferrino riprende l’evidente richiamo al motivo proustiano della ricerca del tempo perduto unito ad una moderna versione felliniana di “Amarcord”. Emergono così nelle sue parole la “Morano dei bisnonni, la fatica e i divertimenti dei moranesi, le ‘classi di ferro’ e i personaggi in galleria’, un’enigmatica vicenda di ‘croci e crociati’, una buona cucina alla moranese, i ‘campioni’ del paese e, in fondo, le storia e le favole antiche, che dovrebbero essere l’ancestrale placenta che avvolge il tutto”.
Insomma un vero e proprio spaccato della storia e della vita di Morano, agganciata ai tempi più lontani e leggendari. Ma in realtà, conclude Sisto “il passato - nel momento stesso in cui viene rievocato, rimpianto, rivissuto - si fa attualità, ridiventa presente, un presente gremito di fermenti e di fremiti che sono preludi del futuro”.
Un pensiero condiviso dal primo cittadino Luca Ferrari (figlio dell’indimenticato Alfredo che ricordo ai bei tempi della Piemme), che pone a suggello dell’opera questa bella frase: “Un altro viaggio di sole sul nostro piccolo grande mondo. Grazie ad un progetto innovativo Morano vive fra le pagine di questo libro, attraverso il ricordo di chi prima di noi le ha voluto bene”.
Dionigi Roggero






