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A Frassineto per Guglielmo Vidoni

Attesa la visita dell'Arcivescovo di Milano mons. Mario Enrico Delpini
Nella sala Cavalla del Seminario di Casale oggi, mercoledì, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione degli eventi organizzati dall'Accademia di Cultura Bernardino Cervis di Frassineto in occasione del del 400° Anniversario della morte di mons. Guglielmo Vidoni, allievo di San Carlo Borromeo, sacerdote ambrosiano e mecenate frassinetese.
Eventi allestiti con la Parrocchia di Sant'Ambrogio di Frassineto Po, in collaborazione con la Diocesi di Casale Monferrato, l'Arcidiocesi di Milano e il patrocinio del Comune di Frassineto Po.
Al tavolo d'onore all'incontro con la stampa il presidente e il vice dell'Accademia Dario Calemme e Roberto Girino, il direttore dell'Ufficio Beni Culturali e per l'Edilizia di Culto della Diocesi di Casale Raffaella Rolfo e il parroco di Frassineto don Samuele Battistella.
Clou dell'anno vidoniano sarò la visita a Frassineto dell'Arcivescovo di Milano mons. Mario Enrico Delpini sabato 6 luglio. Poi conferenze, una mostra che punta sulle opere donate (1624) da Vidoni a Frassineto e il restauro del battistero ligneo in parrocchiale (bottega Gritti) per il quale si apre una sottoscrizione (e il sindaco Andrea Serrao, presente all'incontro, ha promesso che il Comune farà la sua parte).
l.a.
 
FOTO. Presentazione delle iniziative vidoniane (f. Angelino).
 

Sarà possibile sin da oggi partecipare alla sottoscrizione tramite bonifico bancario. 

Iban: IT16M0623022601000046578112

Intestato a: Accademia di Cultura Bernardino Cervis Odv
Causale: Sottoscrizione Battistero Vidoni 2024

 

Chi era Guglielmo Vidoni

Giovane frassinetese, forse orfano, lasciò il paese natio in giovane età. Secondo la tradizione, fu scelto dallo stesso San Carlo Borromeo durante la visita pastorale del 1567, come suo allievo e portato a Milano con lo scopo di farlo diventare “uno dei più importanti personaggi del clero milanese”. 

Diventato sacerdote, rettore del Seminario Arcivescovile di Milano, oblato di San Carlo, prima canonico e poi prevosto della Basilica Apostolorum di Milano, mantenne sempre il suo legame con Frassineto Po, finanziando numerose opere. Con la Confraternita del Rosario fu il committente della grande e preziosa pala d’altare dedicata alla Madonna del Rosario, opera d’interesse nazionale, recentemente attribuita a Pellegrino Tibaldi e Simone Peterzano (1587). Finanziò il grande altare maggiore ligneo commissionato a Vercelli all’intagliatore valsesiano Pietro Sali, monumento di interesse nazionale, il battistero ligneo ottagonale di tradizione Ambrosiana e costruito a sue spese la Chiesa di San Giovanni Evangelista. 

Alla sua morte, nel 1624, donò a Frassineto Po (con l’autorizzazione del card. Federico Borromeo, in quanto oblato di San Carlo non poteva disporre dei sui beni) tutti i suoi preziosi averi come numerose suppellettili ambrosiane e indumenti sacri cinquecenteschi, molti arrivati fino ai giorni nostri.