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Colombotto con le bambole

A Pontestura

Proseguono le visite presso il Deposito museale di Pontestura dov’è allestita la personale di Enrico Colombotto Rosso, la raccolta di quadri, bambole e composizione artistiche (collages) unite dal comune denominatore del gioco, curata da Carlo Pesce e promossa dal Comune di Pontestura in collaborazione con Apea.

In esposizione una quarantina di opere, parte delle quali selezionate dalla preziosa donazione del maestro e, altre, concesse per l’esposizione da privati.

Scriveva Arthur Schopenhauer: “Ogni bambino che nasce è in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino”.  Anche nel mondo del “gioco” l’aspetto bambino del Colombotto  traspare contraddistinto dal suo carattere peculiare: l’immagine di qualcosa di malato e perverso emerge costantemente dai volti di tutte le sue opere. “Colombotto” spiega Pesce, “ci ha abituati alla rappresentazione di un male entro il quale ci specchiamo quotidianamente, un male che rifuggiamo o, dal quale, vorremmo fuggire, ma che continua ad apparirci ogni volta che ci soffermiamo a guardare qualcosa”.

Arricchiscono l’esposizione le antiche bambole artistiche in porcellana biscuit, parte della storia e della cultura francese e tedesca.

Le bambole biscuit fecero il loro ingresso nel XIX secolo rivoluzionandone la proposta; in particolare, quelle tedesche, sono caratterizzate da una forte identità visiva, estremamente ricercata nei lineamenti e nelle espressioni facciali. Quelle francesi, invece, si distinguevano per l’originalità e bellezza artistica. Gli artigiani puntavano molto anche sugli abiti,  che richiamavano i capolavori di alta sartoria dello stile e della moda francese, realizzati con tessuti pregiati, ricami, rouches e pizzi.  Proseguendo nel viaggio si trovano anche le Fashion Dolls, le bambole da collezione che rappresentano l’immagine di una donna indipendente, spigliata e sempre al passo con i tempi. Ogni esemplare risulta numerato e datato nonché accompagnato da certificato di autenticità. Le Fashion Dolls si affermano negli anni Cinquanta, ma fondano le loro radici già alla fine del 1700.

Completano l’esposizione le bambole Bluette e le Bebè Caracteères. Le Bluette, prodotte tra il 1905 e gli inizi del 1960, sono caratterizzate da occhioni enormi e sguardi profondi; sono le bambole sognatrici tra le più famose e amate dalla Francia. Le Bebè Caractères furono invece il più grande successa dell’industria tedesca del giocattolo, per le fattezze del neonato assunto dalle bambole. Nel mondo del gioco del maestro poi, non poteva mancare il burattino di Collodi per eccellenza qual è Pinocchio, rappresentato e riprodotto in  varie fogge e dimensioni  di Pinocchio.

Visite su appuntamento al numero:  0142 466867, oltre che durante le giornate di apertura della Casa Museo di Camino previste per il 2 settembre e 7 ottobre con orario dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14,30 alle ore 18.

 Chiara Cane