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Udienza papale dai Musei Diocesani
Un riconoscimento importante per il - Emozionante saluto personale
Venerdì 24 maggio una delegazione monferrina di addetti ai lavori e collaboratori dei musei diocesani di Casale e Lu è stata ricevuta in udienza privata dal Santo Padre nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico in Vaticano insieme ad una significativa rappresentanza di altri musei che fanno parte dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani proveniente da tutte le regioni d’Italia.
Un riconoscimento importante per le realtà museali ecclesiastiche italiane e per l’AMEI, nata nel 1996, con lo scopo di esercitare un’azione di sostegno e stimolo nei confronti dei musei ecclesiastici che si fanno custodi di un bene culturale straordinario e capillarmente diffuso su tutto il territorio nazionale a testimonianza del percorso di fede di intere comunità. L’udienza è stata l’occasione per illustrare a papa Francesco quanto complesso e straordinario sia il patrimonio artistico, culturale e religioso che questi musei custodiscono e quante difficoltà, fatica e passione stiano dietro alla gestione di ognuno di essi. Il Santo Padre, a sostegno del lavoro dei presenti, ha prima ribadito come la cultura “bella” sia parte dell’identità comune di un luogo e base per costruire una città abitabile, che favorisca l’incontro e il dialogo con la comunità territoriale. Poi, prendendo tutti alla sprovvista, pur se in ritardo rispetto al programma degli appuntamenti del giorno, anziché leggere il suo discorso ha preferito salutare i presenti uno ad uno con grande emozione di tutti.
Dalla Diocesi di Casale alla volta della capitale sono partiti i rappresentanti del Museo del Tesoro del Duomo, Raffaella Rolfo, Alan Zavattaro, Elena Barale, Giovanni Bonardi, Manuela Alotto, Erminio Romussi, Mario Cravino, Paola Favoni, Giulio Zavattaro e Lorena Palmieri, quest’ultima in rappresentanza anche del Museo San Giacomo di Lu con Leo Rota, Mirco Gatti, Maria Luisa Meda e Fabrizio Pallanza.
FOTO. I partecipanti in Vaticano






