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Il Teatrino del Comune....

La storia del Palazzo acquistato dai Gozzani
Emergono tracce dell'antico nucleo civile del palazzo San Giorgio-Gozzani, ora sede del municipio di Casale in via Mameli, edificato su progetto dell'architetto torinese Filippo Nicolis di Robilant, visibile sulle bellissime tavole firmate su carta e tela esistenti nell'Archivio Storico Comunale della città.
La porzione preesistente della dimora, situata sulla destra della corte d'onore tardo settecentesca, fu risparmiata dalle demolizioni e mutazioni degli spazi,  incorporata nella nuova fabbrica inaugurata nel 1778 dai proprietari marchesi Giovanni Battista Gozzani e Beatrice Teresa Bergera di Chieri. Il caratteristico frammento di cornicione, più volte restaurato, conferma l'origine della struttura risalente al '500.
Dalle indagini di Idro Grignolio, risulta che nel 1506 l'antica abitazione era posseduta da Giovanni Battista Bellone, proconsole di Casale. Il figlio Gian Francesco, marito di Caterina Bontadini, fu nominato economo alla corte di Mantova da Isabella Gonzaga, nipote di Anna d'Alencon, marchesa di Pescara e governatrice del Monferrato. Giovanni Battista Bellone, figlio naturale di Gian Francesco, fu legittimato nel 1565 a S.Maria di Crea da Giovanni Cane, nominato conte palatino con diploma concesso nel 1535 da Carlo V a Madrid.
Nel 1569 Giovanni Battista Bellone avrebbe venduto il palazzo ai Gozzano giunti da Luzzogno, conti poi marchesi ascritti al patriziato monferrino, molto abili nella lavorazione del ferro e proprietari di un negozio di forniture militari per gli eserciti in Cantone Lago, l'attuale S.Ilario. Ulteriori documenti che confermano il passaggio di proprietà sono emersi sul cabreo a colori risalente al 1662, elenco dei beni feudali dei Gozzano documentati dall'agrimensore pubblico Pietro Francesco de Giovanni di Torcello. Il disegno del piano terra del palazzo riportato sul cabreo con scalette, giardini e spazi esterni è stato utilizzato, sovrapposto e modificato sul progetto del Robilant, evidenziando in rosso le parti antiche dell'attuale struttura rimaste intatte, compreso l'antico nucleo.
In una stanza del piano terreno è venuto non molto tempo fa  alla luce uno stucco figurato indorato ad altorilievo raffigurante un baldacchino con montanti ornati. Un tendaggio drappeggiato superiore è sorretto da un putto mentre altri due putti in volo reggono il blasone dei Gozzani. Anche se discordi, sono preziose le informazioni sulla effettiva destinazione dello stucco sontuoso e accattivante, pubblicate a Casale Monferrato nel 1969 durante il "Quarto Congresso di Antichità e d'Arte" e nel "Catalogo Mostra da Musso a Guala" del 1999. Tra le varie ipotesi, un probabile contorno di caminetto, una alcova e un teatrino stile camera da parata databile al 1720 circa, molto abituale nelle tipologie edilizie dell'epoca. I travetti del solaio ligneo sono dipinti con diversi colori mentre l'ingresso della ipotetica alcova è tamponato da una parete o quinta teatrale posticcia, considerando il breve spazio collegato al ripostiglio retrostante decorato con scenette mitologiche.
Nel secolo scorso, dopo la rimozione di un controsoffitto al piano nobile superiore, è stato rinvenuto casualmente uno splendido affresco che rappresenta le Nozze di Bacco e Arianna attribuito a Pier Francesco Guala, probabilmente ordinato per le nozze del 1755 dei proprietari.
Le due sale in oggetto sono state in parte restaurate a spese del Comune di Casale Monferrato. Il sito della proprietà dei Gozzani è confermato sulla planimetria di Casale eseguita dall'architetto Giovanni Battista Scapitta nel 1700, progettista del palazzo Treville Gozzani e della chiesa di Santa Caterina di Casale.
Le due scoperte, di prezioso valore artistico, sono state ammirate per la prima volta dagli esponenti  della antica casata nobiliare, Lucinda Gozani Ferguson proveniente dal Colorado nel 2024 con la famiglia, nipote dell'ultimo marchese di San Giorgio Titus Gozani di Dusseldorf il quale aveva visitato il palazzo degli antenati nel 2019. 
Armano Luigi Gozzano