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Aleramici in Sicilia alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

Relazione -al ritorno- di Roberto Maestri (Marchesi del Monferrato)

Si è concluso il viaggio in Sicilia del Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato" a cui abbiamo dedicato due puntate su questo sito e un articolo cartaceo martedì con la foto dell'abbazia di Santo Spirito di Caltanisetta.

Chiosa il presidente dei Marchesi, Roberto Maestri: "Cinque giorni intensi di incontri con le visite di testimonianze Aleramiche nel cuore dell'isola.E' emerso un quadro assolutamente intirgante e ricco di prospettive per il futuro: la presenza Aleramica e Lombarda (area dell'Alessandrino e dell'Oltrepò) costituì un flusso continuo che si è protratto dal 1087 fino ad almeno il 1330: l'unico caso di emigrazione dal Nord al Sud della storia! I nostri conterranei - attestati in una quarantina di località - si unirono pacificamente con i Siciliani contaminandone il dialetto, la viticoltura, la produzione casearia e molto altro! Una storia che coinvolse le grandi dinastie europee: Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi".
Gli esiti del viaggio in Sicilia saranno presentati dalo stesso Maestri presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria - Palatium Vetus, Piazza della Libertà n. 28-, lunedì 23 alle ore 16,30.
 L’Incontro rientra tra le iniziative previste dal progetto Aleramici in Sicilia che può contare su autorevoli patrocini tra cui quelli della Regione Piemonte, della Regione Siciliana, della Regione Liguria, del Consiglio Regionale del Piemonte, dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe – Roero e Monferrato, della Fondazione Unesco Sicilia.

 “La passione, l’impegno e l’originalità dei temi affrontati dal Circolo Culturale “Marchesi del Monferrato” – afferma Pier Angelo Taverna, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – rappresentano motivo di grande soddisfazione e di orgoglio per tutti coloro che sono interessati a conoscere le radici del nostro territorio e del nostro Monferrato. Lo studio di questo fenomeno storico, ancora tutto da scoprire, che ci permette di conoscere il ruolo e l’influenza di Alessandrini e Aleramici in Sicilia è l’argomento che Roberto Maestri illustrerà a Palatium Vetus, reduce da una interessante trasferta, appena conclusa, in alcune località chiave della bella Trinacria dove, alla riscoperta degli antichi legami tra questi due territori ha unito la ricerca di nuove opportunità di promozione dal punto di vista turistico ed enogastronomico. Una vera e propria operazione culturale e di marketing che, sono certo, non mancherà di riservare importanti risvolti. Mi auguro che il pubblico presente a Palatium Vetus per questa interessante conferenza sia, come sempre, numeroso, ma anche coloro che non potranno intervenire di persona avranno la possibilità di seguire le relazioni tramite la diretta streaming o la registrazione che verrà successivamente messa a disposizione sul sito  HYPERLINK "http://www.fondazionecralessandria.it" www.fondazionecralessandria.it. Intanto l’ARCHIVIO STORICO DEL MONFERRATO si arricchisce di nuovi documenti e di nuovi dati che il Circolo Culturale mette a disposizione in rete di studiosi e appassionati di storia locale dal Piemonte alla Sicilia”.

"L’incontro – sottolinea ancora Roberto Maestri – prende spunto dai legami tra gli Aleramici e la Sicilia, che risultano assai più complessi ed articolati rispetto a quanto potrebbe apparire ad una prima analisi superficiale". 

I collegamenti risalgono all’XI secolo, quando nobili, coloni e soldati provenienti dalla Marca Aleramica (comprendente il Monferrato, le Langhe e il Savonese), e piccole aree occidentali della Lombardia e dell’Emilia, raggiungono la Sicilia. Il processo migratorio assume particolare rilievo per la presenza degli esponenti di alcune importanti famiglie feudali Aleramiche: i del Vasto, gli Agliano, i Del Carretto, gli Incisa; oltre alla presenza, per esigenze militari e diplomatiche, dei Marchesi di Monferrato, all’epoca impegnati anche in Terrasanta per la difesa del Regno di Gerusalemme. 

Nel corso della seconda metà del XIV secolo si verifica un ulteriore flusso migratorio che coinvolge l’Alessandrino, il Tortonese e l’Oltrepò.

Viene così a formarsi un’isola linguistica Gallo-italica all’interno della Sicilia che è definita come Sicilia lombarda o Lombardia siciliana. 

Particolarmente curiosa appare la vicenda dei Monferrini che si stanziarono a Corleone, città antichissima ma quasi spopolatasi durante la dominazione dei Normanni. Attraverso le pergamene conservate presso l’Archivio di Stato di Palermo – provenienti principalmente dal monastero di Santa Maria del Bosco di Calatamauro - è stata avviata un’indagine per ricostruire la presenza degli alessandrini nel cuore della Sicilia.

L’incontro di Alessandria rappresenta quindi un’importante occasione per promuovere un percorso di rilievo europeo: nel corso dei secoli gli Aleramici si confrontarono con Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi… conservando una loro identità ma dimostrandosi sempre aperti al confronto con altre culture. L’appuntamento costituisce una tappa di un percorso che si svilupperà, nei prossimi mesi, in Piemonte in Sicilia ed in Liguria offrendo quindi spunti di approfondimento tra terre, lontane geograficamente ma, con importanti punti di contatto non solo storici.

Il progetto non intende limitarsi alla riscoperta e alla valorizzazione dei legami storici tra i territori, ma auspica di diventare anche un’opportunità per lo sviluppo di progetti in ambito turistico ed enogastronomico (in particolare riguardanti il vino) sotto l’egida dei siti UNESCO de I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e della Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale; è inoltre importante ricordare che Palermo è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura 2018.

FOTO. Convegno aleramico a Piazza Armerina nella trasferta dei 'Marchesi'.