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Smulevich: razzismo nel calcio
Un filo rosso ci lega a Raffaele Jaffe
Il gioco del calcio è indubbiamente il gioco più bello del mondo, forse l’unico che accomuna in un sentimento di entusiasmo e partecipazione tutte le fasce sociali, qualcosa che non ha lasciato indifferente anche i massimi intellettuali, da Umberto Saba con la famosa poesia “Goal” a Giorgio Bassani giovane calciatore nella sua Ferrara nel segno del padre Enrico presidente della Spal, alla partita di calcio all’interno del lager (“breve pausa di umanità… ma mai finita”) descritta da Primo Levi. Purtroppo oggi lo sport nazionale per eccellenza subisce sempre più l’insidioso veleno del razzismo che è l’argomento del nuovo volume di Adam Smulevich (foto), giornalista e scrittore di origine ebraica, scritto insieme ad una delle firme più interessanti del giornalismo sportivo Massimiliano Castellani, giornalista sportivo del quotidiano “Avvenire”. Pubblicato dalla Casa editrice Giuntina coll’eloquente titolo “Un calcio al razzismo”, il libro affronta un tema di stretta attualità che inizia ad assumere contorni drammatici come si vede ogni settimana sui campi non solo della Serie A. Un sottile filo rosso che unisce “20 storie tra passato e presente”, come recita il sottotitolo, i maestri danubiani della Serie A epurati dal regime fascista in quanto ebrei (Béla Guttmann che ha fatto la fortuna del Benfica, Ernő Egri Erbstein che ha condiviso a Superga il tragico destino del Grande Torino e Árpád Weisz il calciatore e allenatore dell'Internazionale Ambrosiana e del Bologna) ai cristiani discriminati sotto un regime filo-sovietico, come la famiglia dell'allenatore boemo Zdeněk Zeman, fino ai recenti ignobili attacchi contro alcuni campioni di oggi, tra cui Balotelli, Koulibaly e Lukaku.
Un argomento, quello del razzismo, che Smulevich aveva già trattato domenica 5 novembre 2017 presso la Comunità Ebraica di Casale in occasione della presentazione del fortunato libro “Presidenti. Le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma”, sempre pubblicato dall’Editrice di Livorno. Il racconto delle vite parallele di tre presidenti delle formazioni calcistiche italiane, tra cui mi piace ricordare nel 110° anniversario di fondazione del Casale Football Club (1909-2019) Raffaele Jaffe, la cui esistenza si concluse drammaticamente ad Auschwitz nell’agosto 1944.
Dionigi Roggero
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