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Verdi "intelligente" e si decolla con un raro Respighi
Monferrato Classic Orchestra al Teatro Municipale - Niente bis, peccato
Ormai è ufficiale: il Monferrato ha una propria orchestra di alto livello, capace di esibirsi in una stagione sinfonica anche nella sua capitale.
L'esecuzione della Nona di Beethoven a gennaio non era certo un "unicum" per il compleanno di un titano perchè il concerto di sabato 22 febbraio della Monferrato Classic Orchestra al Teatro Municipale ha confermato sia l'ottima tecnica raggiunta dalla formazione, sia la capacità di farsi portabandiera del territorio.
Non a caso la replica del programma ad Alessandria il giorno dopo è avvenuta proprio a Palazzo Monferrato.
Del resto l'Assessore alla Cultura del Comune di Casale Gigliola Fracchia, aveva auspicato che quest'un'orchestra con il nome Monferrato suonasse periodicamente a Casale. Bene ed eccola qui.
Chi probabilmente deve ancora rendersi conto della fortuna di avere una formazione così sotto casa sono i casalesi, la cui presenza negli appuntamenti musicali al Municipale è ondivaga. Sicuramente le disposizioni sanitarie che si stavano preparando hanno influito sul numero degli spettatori. Ad ogni modo spiace vedere il teatro riempito solo per un terzo per una formazione così imponente e per di più a prezzi così bassi....
Senza togliere niente a chi ha partecipato alla Nona, la MCO ha convinto di più in questa prova. Più che il direttore a fare la differenza è l'acustica: tolto il coro l'orchestra è meno compressa sul palco e risuona più omogenea. Le sezioni degli ottoni stanno acquisendo un buon amalgama, gli archi diventano più cantabili ad ogni esecuzione, le prime parti sono tecnicamente perfette. Considerando l'età media intorno ai 25 anni degli orchestrali possiamo considerare la creatura nata dalla passione di Sabrina Lanzi come un progetto che ha le potenzialità per diventare una formazione di livello europeo.
Entrando nel dettaglio del programma di sabato possiamo dire che la verve musicale si sviluppa gradualmente. L'ouverture de "La forza del destino" di Verdi è eseguita con molta intelligenza dal direttore Vitali Alekseenok, privilegiando l'amalgama sinfonico piuttosto che marcare il classico ritmo operistico verdiano, ma con Respighi e la suite dal balletto la Pentola Magica si decolla. Il grande sinfonismo tra 8 e '900 è decisamente nelle corde della formazione e il pezzo introduce benissimo Cjaikovskij visto che stiamo parlando di un balletto su temi popolari russi.
Del resto proprio i legami tra tutti gli autori sono stati ben evidenziati dallo storico Roberto Coaloa nella sua conferenza "Prima della Prima" che ormai sta diventando un punto caratterizzante dei concerti della MCO....
Questa suite (di Respighi) è una composizione rara da ascoltare....Davvero la cosa migliore del concerto. Nel finale, dove si riprende il primo tema, l'orchestra vola in alto. E' la formazione che conosciamo, capace di suonare facendo brillare il suono con un entusiasmo giovanile, quello che porta i suoi musicisti a sorridere durante un crescendo....
Niente bis, peccato.....
a.a.
ARTICOLO COMPLETO NEL NUMERO DI MARTEDI
(foto Luigi Angelino)






