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Brindisi a Conzano per il genetliaco di Vidua
Il sindaco Emanuele Demaria per l’occasione vestito da Principe dell’India
Sabato 28 febbraio, grande pubblico per l’ormai consueto “brindisi” per il genetliaco del Conte Carlo Vidua (1785-1830) a Villa Vidua di Conzano. Si sono spente 241 candeline (e 241 candele illuminavano la storica dimora di Conzano)!
Soprattutto con la presenza di tanti giovani, ammaliati dalle avventure del grande Viaggiatore. Il successo dell’iniziativa lo si deve alla felice inventiva del sindaco Emanuele Demaria (per l’occasione vestito da Principe dell’India) e di un gruppo di amici di Villa Vidua, come l’artista Mauro Galfré (negli abiti di un pioniere del West), cittadino onorario di Conzano. Più di cento persone hanno partecipato al brindisi, al ballo con Carlo Vidua e al suo “Inno alla Polenta”.
Assai apprezzata la degustazione della polenta di Stefano, Le Terre Rosse di Conzano, servita al piano superiore di Villa Vidua, dove si è svolta la seconda parte della serata con i balli accompagnati dalla musicista Patrizia Borromeo, che attraverso la sua arpa celtica ha deliziato i palati più fini, felici di ascoltare desuete arie del Regno di Giorgio III, danze francesi e l’Inno della Polenta, o la Canzone della Polenta, composto da un giovanissimo Carlo Vidua.
Alla sera, puntualmente, alle 19, è iniziata la festa, con la presenza dello storico Roberto Coaloa, cittadino onorario di Conzano e curatore scientifico dell’allestimento multimediale dedicato alla famiglia e ai viaggi di Carlo Vidua nella dimora settecentesca. Con lui il fotografo genovese e studioso di egittologia Maurizio Re, artefice di una mostra di successo, a Villa Vidua, con Coaloa, nel 1999, sui viaggiatori che hanno esplorato l’Egitto nell’Ottocento. Per il “brindisi” a Carlo Vidua gli organizzatori dell’evento avevano consigliato un abito ispirato ai Paesi visitati dal grande Viaggiatore: dalla Russia all’Egitto, dal Messico alla Nuova Guinea.
Anche in questo caso grande successo della serata: Roberto Coaloa napoleonico con tanto di bicorno (una delle grandi collezioni di Vidua sono le stampe napoleoniche e le brochure parigine sulla caduta di Bonaparte (conservate a Casale Monferrato presso la Biblioteca Civica Giovanni Canna), che il Conte di Conzano collezionò, vivendo in diretta la disfatta di Napoleone a Parigi, il ritorno dei Borboni, i Cento Giorni, Waterloo, tra il 1813 e il 1815), il fotografo Re come un beduino del deserto (chiaro riferimento al viaggio in Egitto).
Nella prima parte della serata, il Sindaco Demaria ha lasciato spazio ai racconti sui viaggi di Carlo Vidua: Coaloa ha raccontato inediti episodi – prima dei tre grandi tour - dei primi viaggi del Conte di Conzano in Scozia, dove corrispondeva con i suoi precettori monferrini.
Poi, Colaoa con Re, ha sottolineato il ruolo avuto dal viaggiatore nella realizzazione del primo museo di antichità egiziane al mondo: il Museo Egizio di Torino. Racconta lo storico - e biografo di Vidua - Roberto Coaloa: «Senza Vidua non esisterebbe il Museo Egizio di Torino. Si deve a lui l’intuizione di acquistare la Drovettiana. In Egitto, poi, il suo viaggio è un vero capolavoro. La descrizione del viceré che propone Vidua nei suoi taccuini inediti è assai diversa da quella “ufficiale” delle sue lettere scritte al padre. Il ritratto è arricchito da aneddoti sulla vita militare dell’epoca e da un inizio originale: “Fa come l’ape, cerca prender informazioni da ogni parte, istruirsi, conoscere, imparare. Cominciò la sua educazione provetto, imparò a leggere e scrivere a 35 anni”. Vidua incontrò Muhammad ‘Ali, un mercoledì sera, il 19 gennaio 1820. Vidua era approdato ad Alessandria d’Egitto il 27 dicembre 1819. Da qui si trasferì a Rosetta il 30 dicembre, continuando il viaggio in barca fino al Cairo, dove arrivò il 6 gennaio 1820. Il Conte di Conzano ammirò le piramidi e scrisse su un taccuino, rammentando la Prima Battaglia delle Piramidi di Napoleone, il 21 luglio 1798: “A destra Battaglia delle Piramidi. Veramente sublime quel detto di Bonaparte: Soldats, songez que du haut de ces pyramides, quarante siècles vous contemplent”. Al Cairo, domenica 9 gennaio 1820, Vidua conobbe Bernardino Drovetti. Martedì 11 gennaio, al mattino, il viaggiatore incontrò Antonio Lebolo, che nei giorni seguenti organizzò il viaggio sul Nilo per l’illustre ospite. I due piemontesi, Drovetti e Lebolo, sono i pionieri dell’egittologia nascente, proprio grazie all’appoggio illimitato di Muhammad ‘Ali. Il Pascià era considerato dai contemporanei il vero sovrano dell’Egitto piuttosto che un suo governatore. Grazie alla fiducia incondizionata concessagli da Muhammad ‘Ali, unita alla sua abilità e spregiudicatezza negli affari, Drovetti acquisì un notevole peso politico nel governo dell’Egitto. Ciò gli permise di coltivare anche la propria passione per le antichità, creando la famosa collezione – La Drovettiana – a giudizio di Vidua “la più copiosa e la più ricca di quante ne esistono” e diventando presto il monopolizzatore, per così dire, nel settore della ricerca archeologica con cui doveva scendere a patti chiunque intendesse effettuare campagne di scavo nell’antica terra dei Faraoni».
Maurizio Re pone accanto a Carlo Vidua la straordinaria figura di Giovanni Battista Caviglia. Un archeologo? Un egittologo? Un mistico? Forse, prima di tutto un sognatore. Per Re, «Carlo Vidua è unico. Il vero Viaggiatore. Tutti gli altri, dopo di lui, sono semplici turisti». Prossimamente un incontro a Villa Vidua con Roberto Coaloa e Maurizio Re (che insieme a Fabrizio Càlzia ha scritto un volume sulla figura di Caviglia) per scoprire nuove corrispondenze tra il Conte di Conzano e gli altri viaggiatori dell’Ottocento in Egitto.
Roberto Coaloa, nato a Casale Monferrato nel 1971, è professore di Storia dei Paesi Danubiani e dell’Europa Orientale all’Università Sorbona di Parigi, è il più importante studioso di Carlo Vidua. Ha pubblicato, oltre cento articoli sul Conte di Conzano e alcuni saggi fondamentali, tra i quali: Carlo Vidua e Alexis de Tocqueville. Il viaggio nell’America della democrazia; Carlo Vidua, un romantico atipico; Carlo Vidua e l’Egitto; L’eredità Vidua. Luigi Leardi, la classe politica dell’altro Piemonte e la nascita del primo Istituto Tecnico d’Italia e Lord Byron, Santorre di Santa Rosa e Carlo Vidua nella Rivoluzione greca.
Maurizio Re, nato a Genova nel 1963, è specializzato in servizi culturali e fotografici e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di viaggio e guide turistiche. Il suo libro Antico Egitto, arte e archeologia nella terra dei Faraoni è stato tradotto in otto lingue per oltre trenta edizioni. Con Fabrizio Càlzia, Maurizio Re ha pubblicato: La Croce e il Papiro. I diari ritrovati di G. B. Caviglia – archeologo, mistico, egittologo, che sarà presentato in primavera a Villa Vidua di Conzano.
FOTO. Carlo Vidua (opera di Mauro Galfré) tra il Sindaco di Conzano Emanuele Demaria (vestito da Principe indiano) e lo storico Roberto Coaloa (in abiti napoleonici). Con loro dei giovani appassionati del conte Viaggiatore.






