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Un calendario sulla Lomellina
Di Laura Rossi - Ne nasce, con Timossi, un mini itinerario
Dopo un lento cammino postale di 15 giorni, mi arriva nella Città Pontificia (Anagni, dove il moranese Timossi oggi abita, ndr) il consueto, graditissimo calendario di Laura Rossi. Chiudo, con dicembre-Santiago de Compostela l’edizione 2017, e apro il 2018.
Laura, "Lalla” – mia coetanea o, in dialetto mornese, “me suldara”, mia coscritta – opera ormai dagli anni Ottanta come grafico, con illustrazioni e copertine di libri, ex libris, acquarelli, vetri dipinti. Il curriculum è ormai lungo, e tra le ultime collaborazioni segnala quella con “Il Monferrato” e “Stat Viaggi”, per la realizzazione delle incisioni e dei piatti ricordo delle crociere “Costa”.
Per il nuovo anno è come tornata in patria, illustrando gioielli d’architettura della Lomellina, terra confinante con noi Monferratini (o Monferratensi, come usa scrivere lo storico De Conti), dalla quale ci divide la Sesia. Regione geografica non poche volte contesa tra Lombardia e Piemonte, tra Savoia, Sforza e Visconti. Terra nobilitata dal capoluogo di Pavia, illo tempore capitale dei Goti, dei Longobardi e dei Franchi in Italia.
Nelle dodici tavole grafiche (più la tredicesima di copertina, un particolare del Sacrario di Palestro), troviamo chiese, castelli e monumenti, sempre resi con efficace verismo, segno sicuro e minuzioso, probabile derivato dagli studi in Scienze Naturali e dall’insegnamento in Anatomia nel Liceo artistico di Casale. Tavole delle quali ormai da tempo sono destinatario, tanto da poterne fare una mostra!
Gennaio ci offre San Michele di Robbio, primitiva edificazione longobarda, con facciata e rosone risalenti al tardo romanico-primo gotico, nella sua forma attuale risultato di lavori tra ‘500 e ‘700.
Il mese successivo, un interno poco noto, l’antica biblioteca dell’ex abbazia di Breme, fondata prima del Mille da monaci benedettini provenienti dalla Novalesa, culla dell’Ordine Monastico dei Bremetensi. Peccato che oggi Breme sia poco nota per il passato e ben più conosciuta per la cipolla rossa, la “dolcissima”, dal suo sapore dolce e poco piccante!
Velezzo, con i suoi cento residenti, uno più uno meno, è stato riscoperto da Laura Rossi per la pieve e il battistero millenari, quasi persi nella vastità della campagna. Sito tra i più antichi della Lomellina, forse il primo centro cristiano di questa terra. Viene attaglio ricordare, poco distante, il tempietto della “Madonna dal Soc” (ceppo in dialetto lomellino), affine alla moranese chiesa campestre Madonna del Ceppo; per il primo si tramanda della Madonna apparsa sopra un tronco sulle acque dell’Agogna, per la seconda si dice di un contadino che ebbe l’apparizione della Vergine poggiata sopra un ceppo.
Con Aprile arriviamo a Rosasco, estremo lembo nordoccidentale della provincia di Pavia, poco distante dalle anse della Sesia. Laura Rossi va sul meglio, immortalando la “Torre del Consegno”, all’ingresso dell’antico castello, ricostruita nel 1300, con rivellino, ponte levatoio e pusterla.
Ancora un castello, per illustrare Maggio. Siamo a Frascarolo, dove nella prima metà dell’undicesimo secolo, i conti palatini di Lomello fecero costruire un fortilizio, ricostruito nel ‘500 e trasformato a fine ‘800 in elegante residenza signorile, su commissione dei Vochieri. Lalla ritrae l’elegante seppur robusto ingresso, nell’ala ovest, sovrastante il vecchio fossato oggi trasformato in giardino.
Se nel giugno 2017, la grafica ci aveva immersi nello splendido gotico della Cattedrale ispanica di Leon, il prossimo Giugno ci presenterà l’architettura medievale-spagnolesca del castello di Valeggio (non confondere con Valeggio sul Mincio, sito nella nota battaglia). Ne vediamo l’entrata, che ben rende la sensazione del passaggio, secoli addietro, da luogo fortificato a residenza rurale. Emerge l’alta torre quadra (22 metri), alla cui sommità, nel XVIII secolo, fu aggiunta una cella campanaria. Il maniero è colmo di ricordi, compresa la remota presenza come ospite del giovane Pico della Mirandola, forse nel tempo dei suoi studi a Pavia.
Ancora l’ingresso, ombroso, ad un maniero, quello di Tortorolo, secolo XIV, per la canicola di Luglio. Così lo descrive il sito web di “Lombardiabeniculturali”: “Delizioso edificio trecentesco, posto ai margini del piccolo abitato di Tortorolo, usato come abitazione signorile e assai noto nella provincia di Pavia, della cui architettura castellana è un eccellente, e tuttora ben conservato esempio”.
Ad un tiro di schioppo da Casale, il castello Gallarati-Scotti di Cozzo (siamo ad Agosto), ricostruito dai milanesi nel 1214 e rifatto nel XV secolo . Lalla ne offre lo scorcio delle solide murature squadrate della torre d’angolo. Nel 1499 ospitò il re di Francia Luigi XII, che guidava il suo esercito verso Milano. Oggi ospita…”cucina nazionale”!
Castello d’Agogna non poteva non indirizzare – a Settembre - verso le architetture del complesso medievale fortificato, tanto snello e austero all’esterno quanto elegante nelle sale interne. Per la costruzione, nel XII secolo, vennero utilizzati anche mattoni e pietre dell’antico “castrum” di epoca romana, e lo stesso disegno rettangolare dell’abitato ricorda nel centro storico quel remoto insediamento. Da qui passava la “via regia” Mortara-Casale.
Per Ottobre, il calendario ci riporta alle architetture religiose, con un particolare, poco pubblicizzato, della collegiata di Santa Maria Maggiore, a Lomello. Dell’attuale basilica, si fa risalire la costruzione tra la fine del X e il primo quarto dell’XI secolo, sulle fondamenta di una precedente costruzione, di epoca longobarda.
Dalle prime nebbie di Novembre, emerge la snella architettura del Sacrario- Ossario di Palestro – uno dei 21 sacrari militari delle guerre d’indipendenza e coloniali - che da lontano potrebbe confondersi con la Mole Antonelliana torinese. Ospita i resti di Caduti nell’omonima battaglia, nel maggio1859, che alfine vide la sconfitta degli Austriaci ad opera degli eserciti di Francia e Regno di Sardegna (Vittorio Emanuele II era a Palestro, e seguì la prima parte della battaglia dalla torre campanaria del paese).
Il viaggio grafico si conclude a Castelnovetto, con il portale laterale di Santa Maria delle Grazie, edificio gotico lombardo del XV sec. riportato alla forma originaria da un restauro del 1933.
Voltato il foglio di Dicembre, vien da riflettere: più che un calendario, Laura Rossi ci offre un prezioso ed utile distillato di arte laica e religiosa della Lomellina. Un itinerario che vale la pena ripercorrere, tanto vicino al Casalese.
Aldo Timossi






