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Da Grazzano a Venaria

Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750

Ha finalmente aperto al pubblico sabato 30 maggio la grande mostra “Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750” ospitata nella Citroniera Juvarriana della Reggia di Venaria Reale, a cura dei professori Michela Di Macco (Università di Roma La Sapienza) e Giuseppe Dardanello (Università degli Studi di Torino) con un comitato scientifico internazionale e la partecipazione eccezionale del Museo del Louvre e dei più importanti musei di Roma, Torino e Parigi. 

 

Inizialmente programmata per il periodo 13 marzo - 14 giugno 2020 e poi bruscamente bloccata a causa del Coronavirus, l’esposizione ospita oltre 200 capolavori fra dipinti, pale d’altare, sculture, arazzi, disegni, incisioni, arredi e oggetti preziosi, provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni di tutto il mondo, selezionati per condurre il visitatore alla scoperta del Barocco Europeo.

 

Tema dell’evento è la “Sfida al Barocco” intesa come “sfida” lanciata dagli artisti presentati in mostra, in nome della modernità, attraverso la sperimentazione di nuove forme e nuovi linguaggi di comunicazione elaborati tra il 1680 e il 1750 tra Roma e Parigi, i due poli di attrazione dell’Europa moderna con cui la Torino di quegli anni ebbe un intenso dialogo e scambio di opere e di idee, che contribuirono a una stagione epocale di rinnovamento delle arti sulla scena internazionale.

 

Fra gli importanti protagonisti presenti in mostra spicca anche il nome del pittore Andrea Pozzo (Trento, 1642 – Vienna, 1709), autore del prezioso dipinto proveniente dalla chiesa dei Santi Vittore e Corona di Grazzano Badoglio, che raffigura la Morte di San Francesco Saverio, concesso in prestito per l’occasione dalla parrocchia e dalla Diocesi di Casale Monferrato.

 

L’opera fu probabilmente commissionata all’artista – celebre per aver realizzato uno dei più grandi capolavori del Barocco italiano, ovvero l’affresco con l’Apoteosi di S. Ignazio nella volta della navata centrale della chiesa di S. Ignazio di Loyola in Campo Marzio a Roma - dal conte Mario Callori di Montemagno, abate di Grazzano dal 1652 al 1696 e animatore nella diocesi casalese degli esercizi spirituali secondo gli insegnamenti del gesuita Ignazio di Loyola, negli anni in cui il rafforzamento del controllo politico dei Gonzaga sul territorio monferrino coinvolse anche la sfera religiosa diocesana mediante la nomina di diversi abati commendatari (come anche a Lucedio), appartenenti all’aristocrazia locale o mantovana, più fedele alla dinastia. 

La pala d’altare è, normalmente collocata sul terzo altare a destra della chiesa, in una cornice di stucchi che presenta sui lati le figure di san Luigi Gonzaga e di san Stanislao Kostka, novizio della Compagnia di Gesù e fra i più noti santi polacchi. 

 

La mostra sarà visitabile fino al 20 settembre 2020.

FOTO. Particolare del quadro di Grazzano