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Restauri in Duomo
Dipinto “Il crocifisso adorato dai Santi Biagio e Agostino”
Sono ormai praticamente concluse le operazioni di restauro - eseguite dal restauratore Federico Borgogni di Ozzano e finanziate grazie all’8xMille alla Chiesa Cattolica - del dipinto “Il crocifisso adorato dai Santi Biagio e Agostino” che anticamente si trovava collocato sul terzo altare della navata destra del casalese Duomo di Sant’Evasio.
La cappella era di patronato della famiglia Magnocavalli e dal 1647 anche della Compagnia degli Agonizzati che si occupava della preghiera e dell’assistenza nei confronti dei malati e dei moribondi. L’opera era collocata sull’altare e fiancheggiata dai dipinti Cristo nell’orto e Deposizione attribuiti al pittore “Serra di Calliano” e attualmente esposte nella Sacrestia del Duomo visitabile all’interno del percorso espositivo del Museo del Tesoro.
Le visite pastorali documentano come nel 1656 non fosse presente alcuna opera, mentre nel 1660 si registra la nuova icona fatta realizzare dal conte Magnocavalli. Gli studiosi, tuttavia, sono sempre stati abbastanza concordi nel posticipare l’esecuzione della tela all’inizio del Settecento dando credito a quanto riportato da Giuseppe De Conti nel Ritratto della città di Casale che ne attribuiva la paternità a tal Cesare Maruelli (o Martelli), artista ancora poco noto la cui attività è documentata a inizio del XVIII secolo. I grandi lavori di restauro eseguiti in Cattedrale su progetto di Edoardo Arborio Mella portarono probabilmente al trasferimento del dipinto che negli ultimi anni fu posizionato sullo scalone che conduce alla Sala Capitolare venendo sostituito in chiesa dal dipinto attualmente visibile e raffigurante San Giuseppe e San Biagio di Tommaso Lorenzone. La firma di quest’ultimo, pittore torinese a cui don Bosco aveva commissionato il celebre dipinto di Maria Ausiliatrice a Valdocco, è stata individuata nel corso del progetto di ricerca promosso dall’Ufficio Beni Culturali nel 2022 che ha dato vita al percorso di approfondimento “Ecclesia sancti Evasii: un viaggio all’interno della Cattedrale di Casale Monferrato” pubblicato e consultabile da chiunque sul sito www.beweb.chiesacattolica.it
Il dipinto ora restaurato presentava condizioni assai precarie di conservazione tanto da rendere complessa la lettura della scena che ora potrà essere apprezzata in tutti i suoi dettagli: nella parte superiore è raffigurato Cristo crocifisso rappresentato con lo sguardo rivolto verso il cielo negli ultimi istanti della sua vita terrena. Ai suoi piedi, in atto di preghiera e di adorazione, sono raffigurati a sinistra San Biagio con le braccia aperte e il volto innalzato alla croce in un gesto di supplica e di intercessione in favore degli “agonizzanti” e a destra un santo vescovo inginocchiato, con il capo reclinato e lo sguardo rivolto a terra che potrebbe essere identificato con Sant’Agostino. Sebbene in passato fosse citato come San Longino, grazie al restauro è stato possibile ben interpretare gli oggetti posti ai suoi piedi che ne rappresentano gli attributi, ovvero la mitra e il pastorale che lo identificano come vescovo e un libro aperto, attributo (tra gli altri) anche di Sant’Agostino. L’identificazione, per altro, trova conferma nelle visite pastorali ottocentesche che lo citano insieme a San Biagio riconoscibile con maggior sicurezza grazie alla presenza della spazzola per cardare la lana raffigurata insieme alle insegne vescovili davanti a lui.
Le operazioni di restauro sono state lunghe e complesse date le precarie condizioni conservative dell’opera, ma hanno permesso di riportare alla luce la grande abilità e finezza con cui il pittore ha saputo interpretare il soggetto sacro facendo risaltare l’estrema cura nella rappresentazione dei volti e dei tessuti di pregio con cui sono abbigliati i due personaggi in primo piano alle spalle dei quali si apre, quasi come una quinta teatrale, un pesante tendaggio che rivela uno sfondo architettonico illeggibile prima dei restauri. Conclusi gli ultimi ritocchi l’opera verrà presentata ed esposta all’interno del percorso di visita del Museo del Duomo dove potrà essere ammirata e ulteriormente studiata andando a ricomporre, con le due tele già esposte, parte dell’originario arredo dell’antica cappella degli Agonizzanti.
Presso il laboratorio di Borgogni, infine, è già stata trasferita un’altra tela della Diocesi di Casale, Madonna con Bambino, Santo vescovo, SS. Giovanni Evangelista, Bovo e Francesco Saverio e l’arcangelo Michele che libera le anime purganti della chiesa parrocchiale Assunzione di Maria Vergine di Frassinello Monferrato su cui verranno presto effettuate le necessarie operazioni di restauro.
Ch. M.






