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Guida letteraria di Torino

di Pier Massimo Prosio, torinese con radici ottigliesi

Lo scrittore e amico Pier Massimo Prosio, torinese con radici ottigliesi, ha pubblicato una trentina di anni fa la fortunata “Guida letteraria di Torino” pubblicata dal Centro Studi Piemontesi.

Nella premessa alla prima edizione l’autore osservava che Torino non aveva mai goduto di una grande fama di città “letteraria”, al contrario il suo libro, giunto alla terza edizione, ha ampiamente dimostrato che la capitale sabauda può vantare “numerose e notevoli tracce di un degnissimo passato letterario”. Negli anni successivi il campo si è allargato ai quattro comuni di Chieri, Moncalieri, Agliè, Sant’Ambrosio e la Sacra di San Michele.

Mancava una immagine letteraria del territorio provinciale, ora presentata nella recente opera intitolata “Per una mappa letteraria della provincia di Torino” (L’Artistica Editrice di Savigliano) che presenta una scelta (non esaustiva) tra gli oltre trecento comuni di una settantina di località con significative testimonianze letterarie di poeti, drammaturghi, memorialisti, storici, filosofi e saggisti elencati in appendice nel fittissimo indice dei nomi di persona. Sono distribuite in cinque capitoli, ognuno dei quali è introdotto da una dettagliata cartina geografica dei luoghi utilissima per organizzare visite. Partendo dai dintorni di Torino si arriva al Canavese, poi dalla Valle di Susa si raggiunge Pinerolo e proseguendo ci si può spingere “Verso Asti e il Monferrato”. Ed è proprio quest’ultimo, ma non meno importante capitolo, che presenta alcune curiosità e belle sorprese. Nella prima tragedia manzoniana il ricordo che “Il conte di Carmagnola” era condottiero e soldato di ventura al soldo di Facino Cane; il castello di Castagneto Po, per molti anni residenza della famiglia Bruni Tedeschi; la monferrina Chivasso, che ha dato i natali nel 1410 al beato Angelo Carletti; Pancalieri, il paese dell’infanzia del professore universitario e critico Giovanni Tesio, che lo ricorda in uno dei suoi “Stantaset Sonet” e non poteva mancare la rocca di Verrua Savoia, nota per l’importanza strategica sottolineata nei “Canti popolari del Piemonte” da Costantino Nigra  con queste parole: “l’è tant bin piantà / Piantà su cule roche, ch’a i passa ‘l Po da là”.

Dionigi Roggero