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L’arte Sacra.

Prosegue al “broletto” al piano nobile di Palatium Vetus

Prosegue con grande interesse di pubblico la mostra L’arte Sacra. Esposizione di paramenti e oggetti liturgici, allestita nelle sale del “broletto” al piano nobile di Palatium Vetus e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria in collaborazione con la società strumentale Palazzo del Governatore srl. Sarà aperta al pubblico fino al 29 settembre prossimo.

Una rassegna preziosa e per molti aspetti inedita che presenta manufatti provenienti da ricche e consistenti collezioni private, sapientemente allestiti a cura del professor Luciano Orsini, delegato vescovile dell’Ufficio Beni culturali e già consultore della Pontificia Commissione Vaticana per i Beni Culturali della Chiesa.

In esposizione 32 paramenti liturgici - pianete, piviali, dalmatiche, cotte, rocchetti, veli omerali - e 14 oggetti liturgici sacri - pissidi, patene e ostensori - il cui arco cronologico si snoda a partire dal XVII fino al XX secolo, realizzati nelle più prestigiose botteghe artigiane italiane.

 

Siamo orgogliosi di ospitare questa mostra di paramenti e oggetti sacri che si inserisce perfettamente nell’ambientazione degli storici saloni di Palatium Vetus dove arte antica e contemporanea trovano spazio secondo un progetto culturale di ampio respiro che vede la nostra Fondazione impegnata a promuovere eventi di alto livello a disposizione della collettività – afferma il presidente dell’Ente, notaio Luciano Mariano – Questa rassegna è particolarmente prestigiosa in quanto presenta anche numerose reliquie, indossate da pontefici o sacerdoti elevati dalla Chiesa al titolo di Santi e ringrazio nuovamente il professor Orsini per l’impegno e la meticolosa ricerca dei manufatti da esporre. Naturalmente, i visitatori della mostra “L’arte sacra” potranno ammirare anche i 23 ritratti dei marchesi Scarampi, dipinti da Pietro Francesco Guala, assolutamente inediti, conoscere la storia del Palazzo e scoprire i reperti archeologici custoditi nella “ghiacciaia di Palatium Vetus”. Una visita a 360 gradi nella storia, nell’arte e nella cultura del nostro territorio.

 

Sono tre le reliquie in mostra a Palatium Vetus. La rassegna di fatto si apre con la preziosa pianeta indossata dal beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti) che fu pontefice dal 1846 al 1878. Il paramento, in Gros de Tours di seta, venne realizzato presso un ricamificio romano nel secondo quarto del XIX secolo dove, perlopiù uomini, esercitavano l’antichissima arte di intessere filamenti in filo d’oro nella trama e nell’ordito del tessuto. Di fatto quindi possiamo parlare di “ricamatori”; questa definizione è tutt’oggi identificativa per quel tipo di lavorazione che richiede la forza di un braccio riconducibile alle caratteristiche identificate in un maschio. Il parato esposto si presenta come già accennato nella sola pianeta ma è completato in originale dalla stola, manipolo, velo del calice e borsa per il corporale. Poiché è stata utilizzata da un “beato” è considerata una reliquia per contatto, vale a dire che l’acquisizione di questo titolo è avvenuta in ragione dell’uso che se ne è fatto.

Si può ammirare anche la pianeta di San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) che fu pontefice dal 1958 al 1963, anch’essa fu indossata durante la celebrazione della Messa quotidiana che il Pontefice officiava nella sua cappella privata alla terza loggia del Palazzo Apostolico del Vaticano. Il pezzo esposto è in lamina d’argento e il ricamatore e la sartoria sono romani.

Una particolarità è rappresentata dalla casula, ossia un paramento decisamente più ampio e avvolgente della pianeta, il cui uso venne ripristinato nel 1965 alla conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il papa San Paolo VI (pontefice dal 1963 al 1978) fu il primo a indossare nelle sacre celebrazioni papali la casula. Quella in esposizione è di fatto stata commissionata direttamente da papa Montini, dove l’antica abitudine di impreziosire il paramento con il ricamo a rilievo dell’arma pontificia, è stato modernizzato con la riproduzione dello stemma rilevabile in tessitura tra la trama e l’ordito della stoffa.

La mostra ha ottenuto il patrocinio di:

Provincia di Alessandria, Comune di Alessandria, Comune di Valenza, Comune di Pecetto, Diocesi di Alessandria, Curia Vescovile di Alessandria, Parrocchia S. Maria e S. Remigio di Pecetto, Parrocchie di Valenza, Camera di Commercio Alessandria-Asti, Alexala, FAI di Alessandria, Italia Nostra di Alessandria e Fondazione Mani Intelligenti.

 

La mostra è aperta al pubblico gratuitamente nelle giornate di sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.

In particolare, il 15 ed il 16 giugno e il 20 e il 21 luglio sarà predisposto un percorso guidato a cura di volontari che seguono un apposito corso sui Beni Culturali d’Arte Sacra, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e coordinato dallo stesso professor Orsini. Le guide volontarie affiancheranno il visitatore mettendo a disposizione un patrimonio di notizie che le didascalie, per ragioni di spazio, non potranno offrire.

Un catalogo con un ricco apparato testuale e fotografico a colori completa l’esposizione.

 

Per info e prenotazioni:

didattica.fondazionecral@gmailcom

telefono: 347-80.95.172