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Custodire il creato....
... impegno di tutti
È ripreso nella parrocchia dell’Addolorata il percorso di formazione sulla Dottrina sociale della Chiesa (DSC), guidato dal canonico don Fabrizio Casazza, con un incontro dedicato a un tema quanto mai attuale: “Custodire il creato, impegno di tutti”. L’appuntamento, introdotto dal parroco don Eugenio Portalupi nel salone San Pio X, s’inserisce nella fase conclusiva di un ciclo che ha visto alternarsi interventi di taglio diverso ma complementare, tra cui quelli di mons. Alceste Catella, vescovo emerito di Casale Monferrato.
Don Casazza ha aperto il suo intervento con un riferimento al Compendio della Dottrina sociale della Chiesa – recentemente richiamato anche da Papa Leone XIV – ricordandone al tempo stesso il limite temporale, essendo fermo al 2004. Da qui la necessità di affiancare la riflessione con l’enciclica Laudato si’ (2015), definita uno dei vertici del Magistero contemporaneo, capace di incidere anche ben oltre l’ambito ecclesiale.
Uno dei primi punti chiariti è stato il superamento di un luogo comune: la Chiesa non si occupa di ecologia solo da tempi recenti. Già nel 1979 Giovanni Paolo II proclamava san Francesco patrono dell’ecologia, segno di una sensibilità che affonda le radici nella Tradizione. Il racconto della Genesi, ha ricordato don Casazza, presenta la creazione come “cosa buona”, mentre l’uomo è definito come una creazione “molto buona”: una distinzione che indica una differenza qualitativa tra l’essere umano e gli altri viventi. Una gerarchia che, tuttavia, non legittima alcuna forma di dominio dispotico, ma richiama alla responsabilità: custodire il creato “nello stile del Creatore”.
La relazione tra uomo e ambiente non è accessoria, ma costitutiva. La terra precede l’uomo e lo accoglie come ospite: una consapevolezza che si riflette anche nella tradizione giubilare, recentemente conclusa, e che invita a considerare la vita come un passaggio, non come possesso.
Il tema della custodia del creato è stato poi declinato in chiave sociale e politica. L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio dell’intera umanità, e come tale non può essere lasciato alle sole logiche di mercato, incapaci di regolarlo efficacemente. Anche la dottrina economica riconosce questa peculiarità. Emblematico il caso dell’acqua, indicata come diritto universale e inalienabile, pur senza escludere forme di gestione diversificate, purché orientate al bene pubblico.
Ampio spazio è stato dedicato al principio di precauzione: in presenza di dati scientifici incerti, le autorità sono chiamate ad assumere decisioni proporzionate, provvisorie e trasparenti, capaci di bilanciare costi e benefici e di promuovere nel contempo ulteriori conoscenze.
Nella seconda parte, il riferimento alla Laudato si’ ha permesso di affrontare la radice profonda della crisi ecologica, individuata nel cosiddetto “paradigma tecnocratico”: una visione che riduce la realtà a ciò che è tecnicamente possibile, trasformando la natura da alleata a oggetto di dominio. Il progresso, ha sottolineato don Casazza, non può essere identificato automaticamente con il miglioramento umano: va orientato, governato, ricondotto al servizio della persona.
Da qui l’esigenza di un’“ecologia integrale”, capace di tenere insieme ambiente, economia, relazioni sociali e dignità umana. Una prospettiva che interpella anche gli stili di vita individuali, chiamando ciascuno a una responsabilità concreta.
Il ciclo proseguirà con gli ultimi due appuntamenti: il 17 aprile sul tema “La politica come servizio”, occasione per la quale gli organizzatori hanno manifestato l’intenzione di coinvolgere il maggior numero possibile di amministratori ed esponenti politici locali interessati e/o riconducibili all’area dei valori cattolico-popolari; e l’8 maggio con una riflessione su “Fede e Costituzione: lo strano caso del Messico a cent’anni dai Cristeros”.
All’incontro del 10 aprile si è registrata, inoltre, la presenza di alcune figure di rilievo del territorio: don Giuseppe Bodrati, moderatore della Curia diocesana di Alessandria, la dott.ssa Marinella Lombardi, economa della diocesi alessandrina, e l’ex assessore comunale e provinciale di Alessandria, Cesare Miraglia, a testimonianza dell’attenzione suscitata dall’iniziativa anche in ambito istituzionale e amministrativo.
Luca Beccari






