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Due poeti dalla Lomellina

I libri di Giuseppe Castelli e Piero Ferrari

Si può disegnare con le parole, ma anche scrivere coi i colori. E’ questa in sintesi la cifra del recente libro di poesie dell’amico Giuseppe Castelli. Una sorpresa, almeno per noi che lo conosciamo da tempo come grande esperto di arte e di bellezza, questo “Viaggio in compagnia di me stesso” dove l’autore ricorda il grande spazio occupato dalla poesia nella sua vita. Non solo come docente di materie letterarie alla Scuola media di Candia Lomellina (come Giorgio Simonotti Manacorda), ma fin dal secondo anno delle elementari con le prime due poesie “custodite nel portafoglio di mio padre nei successivi vent’anni, fino alla sua morte”, come ricorda Castelli nell’aletta di copertina. Il volumetto è arricchito dalle presentazioni di Piero Ferrari e Luigi Dell’Orbo, mentre il ritmo dei versi, da cui traspare il paesaggio lomellino, è accompagnato e scandito dai disegni degli amici artisti, tra cui “Composizione” di Sergio Fava in copertina.

Piero Ferrari, insegnante di Storia e Filosofia originario di Pavia, ha scritto -il libro ci arriva da Marco Feccia- la silloge “Frammenti sapienziali, percorsi esistenziali”, pubblicata da Echos Edizioni di Giaveno. Una raccolta di versi liberi composti dal docente nell’arco dell’anno scolastico 2016-1017, come ricorda nell’introduzione la preside Maria Forni che scrive: “Già il titolo rivela una distinzione tra i due filoni della produzione poetica: il primo, quello dei frammenti sapienziali, presenta componimenti per lo più brevi, spesso fulminei, di carattere gnomico, rivolti a illuminare le contraddizioni della vita e delle umane opinioni”. E poi aggiunge: “La seconda sezione… presenta testi più introspettivi, legati spesso alla memoria; in alcuni di essi campeggia un ricordo originato dal riaffiorare di un oggetto, di una stagione, di un paesaggio”. Insomma un libro per pochi che, come si legge nella quarta di copertina, riunisce in sé il “pensare” e il “poetare”.

d.r.