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Tre mostre al Castello
Le inaugurazioni
Sabato mattina alla sala del secondo piano del castello(Chagall) ecco la doppia personale dei maestri Claudio Rotta Loria e Jorrit Tornquist. La mostra è stata presentata dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia e dai curatori il prof. Giovanni Granzotto edcritico Anselmo Villata.
Le 50 opere allestite benissimo negli spazi del Castello che diventa sempre più teatro di mostre contemporanee di alto livello qualitativo, palesano le ricerche dei due artisti messi in un confronto affascinante sul tema del colore e della luce.
Claudio Rotta Loria piemontese nato nel 49 a Torino , uno degli artisti più significativi dell’arte programmata nazionale , con delle raffinate ricerche sull’indagine ottico percettiva, con opere legate alla ripetizione pragmatica di forme e cromatismi studiati scientificamente ma che ci regalano anche emozioni visive che possono derivare dagli spazi della natura. Proprio la forma e lo spazio è il labirinto di indagine dove egli usa la luce come un bisturi chirurgico per compenetrare la materia in uno studio infinito dei cromatismi dove il bianco come somma dei colori avvolge il buio in insospettabili vibrazioni che tagliano la forma nella precisione di un alchimia tra anima e spazio. Un percorso altrettanto scientifico lo troviamo nel maestro Jorrit Tornquist Nato nel 38 a Graz in Austria ma che vive in Italia da molto tempo ormai, nelle sue tele si avverte una storica ricerca mai interrotta sin dagli anni 60 sulla luce ed i pigmenti per affrontare i vari supporti. Ed è proprio nel dialogo tra supporto e forma che può essere tela o garza o stracci che il maestro trova il suo silenzio luminoso quasi musicale ed armonico , dove i pieni ed i vuoti nascono dentro studiati e scientifici passaggi di visioni mentali cromatiche. Se Claudio Rotta Loria ci trasporta nelle micro verità sensoriali che proprio nella ripetizione diventano parole poetiche Tornquist ci regala un immenso luminoso senza quasi mai interruzioni ,salvo in ogni opera lasci sempre una via di fuga una voluta riflessione etica dalla quale occorre trovare soluzioni emotive al fatidico incontro tra arte e anima.
Gold Explosions” è la mostra personale di Matteo Dossola, curata da Anselmo Villata e promossa dall’I.N.A.C. - Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea con il Comune di Casale Monferrato, che si è inaugurata domenica nel Castello di Casale Monferrato, Manica Lunga (cortile d'onore). Matteo Dossola giovanissimo architetto Valenzano elabora la sua ricerca pittorica attraverso una matericità che esalta la prestazione artistica del gesto e del movimento quale espressione concreta del pensiero e dell’emotività. Egli nella maggior parte delle sue opere ricopre di foglia dorata i suoi lavori bidimensionali trasformando l’opera in un riverbero luminoso quasi metafora e scenografia di linguaggi mistici legati ad una visione essenziale dell’arte. Nei suoi ultimi lavori si intravvede un tentativo di entrare in questa luce metaforica cercando un dialogo tra luce ed ombra creando volutamente dei vuoti dove il suo segno riesce a rafforzarsi ed a prendere inconsciamente nuovi liberi viaggi visivi. Queste due mostre sono apeerte fino al 30 gennaio 2022 e in ogn caso aperte mercoledì 8.
Mail Art “Spazio” è stata inaugurata dall’assessore Gigliola Fracchia e dalla curatrice Laura Chiarello, sabato mattina presso il Torrione Sud/Est del Castello del Monferrato (entrata a destra, ndr).
La mostra Internazionale di Mail Art “Spazio” è curata dall’associazione Echorama in collaborazione con il comune di Casale Monferrato. Il progetto nasce con il concorso letterario “Voci di notte” legato al quale da alcuni anni è nato il desiderio di organizzare anche una mostra di Mail Art sul tema letterario prescelto. In esposizione si potranno ammirare le 244 opere d'arte in formato cartolina di 165 artisti di 24 paesi del Mondo: Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Cile, Costa Rica, Danimarca, Francia, Giappone, India, Italia, Messico, Perù, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria e Venezuela, realizzate per il progetto di mail art “Spazio”. Molti i linguaggi e le tecniche che confermano la validità del linguaggio della Mail Art nata negli anni 50 con il movimento internazionale Fluxus sia come sperimentazione che come corrispondenza d’arte, nell’epoca del digitale ora ha una ripresa sicuramente per la consapevolezza dell’unicità dell’opera . L’esposizione delle mail art sarà accompagnata e arricchita da opere di artisti monferrini che hanno partecipato al progetto di arte postale, che hanno affrontato il tema dello “spazio” contestualizzandolo dentro il proprio linguaggio creativo sono: Aro Maria Altieri, Nadia Beltramo, Matt Bicon, Carlo Cattaneo, Albina Dealessi, Paola Gino, Piergiorgio Panelli, Nadia Presotto e Carla Santeni. Il tema dello “Spazio”, sottolinea la curatrice ed artista Laura Chiarello apriva a tutti i possibili significati del termine, come lo spazio fisico, lo spazio cosmico, lo spazio sociale, lo spazio interiore, ma anche lo spazio metafisico e simbolico , ed è stato ispirato dalla tematica dello spazio costruito e raccontato nella “Divina Commedia”, nell’Anno del 700° Anniversario della morte di Dante Alighieri.La mostra è aperta anche questo mercoledì 8 dicembre.
pgp
FOTO. Inaugurazione di Mail Art “Spazio”nel torrione della corte d'onore (f. Luigi Angelino)






