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«Fiori bianchi»: la storia amianto a Terruggia
Sabato 6 maggio al Teatro Municipale di Terruggia, alle 21,15, Il Teatro della Nebbia riproporra “Fiori bianchi” pregevole produzione sul tema difficile dell’amianto tratto dal libro “Malapolvere” pubblicato alcuni anni fa dalla giornalista casalese Silvana Mossano. In scena saranno gli allievi del terzo anno del corso di recitazione del Teatro della Nebbia affiancati dalle attrici Maddalena Greppi e Ivana Volta.
Insieme a loro ci sarà il coro dell’opera dei ragazzi diretto da Erika Patrucco che canteranno brani scritti per lo spettacolo dal Maestro Giulio Castagnoli. La regia è di Lara Miceli. Uno spettacolo dolente e delicato sulla vicenda Eternit in un momento in cui è ancora difficile parlare di questa brutta storia dopo la “sconfitta” della Cassazione.
In “Fiori bianchi” c’e la storia maledetta dell’Eternit e di Casale, ci sono i temi per così dire generali - la fabbrica, il lavoro, i sindacati, la conoscenza antica e taciuta del male, la mistificazione e l’inganno spietato dei signori dell’Eternit - e c’è poi, soprattutto, la lente sulle storie che fanno la Storia con la “S” maiuscola: le famiglie, le persone colpite e spazzate dal male dell’Eternit.
Ma non dell’amianto, che sta sottoterra e a volte affiora nelle rocce in filamenti arsi e inerti, ma non uccide. Nell’amianto trasformato dall’uomo, nella fabbrica, dalla multinazionale che ha generato il male, i lutti, la strage: l’Eternit. E bisogna dirlo!
In “Fiori bianchi” c’è, il dolore - tanto dolore - che non mai gridato, mai spettacolarizzato, sempre composto. Come questa città, questa comunità dolente e coraggiosa. Uno sptettacolo da non perdere, perché “Fiori bianchi” ci rappresenta noi casalesi e monferrini, costretti - e al tempo stesso capaci - di convivere con la bruttura dell’Eternit e di risorgere.






