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Caccia al tesoro con cento partecipanti
Condivisione, amicizia e scoperta cultural-turistica in cinque realtà culturali e religiose della città
È stato un successo! O, come spesso si dice in questi casi “Buona la prima”.
Domenica 15 ottobre si è tenuta con un’ottima partecipazione di pubblico la prima Caccia al tesoro cittadina che ha visto ben cinque realtà culturali e religiose della città collaborare insieme per dar vita a un pomeriggio di condivisione, di amicizia e di scoperta cultural-turistica. Le trenta famiglie che si sono messe in gioco sono state omaggiate di una sacchetta con il logo dell’iniziativa e sono state divise in cinque squadre che insieme hanno collaborato nella risoluzione degli indizi che li hanno portati in Duomo, nella Chiesa di Santa Maria sopra le Mura (una bella sorpresa) officiata dalla comunità rumena ortodossa, nella Chiesa di Santa Caterina coi suoi impegnativi restauri, nella Sinagoga e Museo Ebraico e al Museo civico.
In ogni luogo hanno potuto ascoltare la spiegazione di un’opera e conoscere il significato che gli angeli (filo conduttore della “Caccia al tesoro”) hanno nelle diverse religioni. Alla fine di quasi due ore di ricerca i quasi cento partecipanti (tra bambini, genitori e nonni provenienti dal casalese, ma anche da Gallarate, Vercelli e dalla Lomellina, da qui la valenza turistica) hanno trovato in Piazza Mazzini il tesoro: l’attestato di esperto conoscitore d’arte e comunità urbane e un sacchettino di Krumiri Rossi-Portinaro) che hanno contribuito a lasciare un ricordo ancora più dolce della giornata.
Tra i commenti entusiasti delle famiglie che hanno partecipato e delle organizzatrici (un team tutto al femminile la cui unica quota azzurra è stata rappresentata da padre Marius Sutic della comunità ortodossa) si esprime il desiderio di poter proseguire questa bella collaborazione per poter proporre altre attività culturali e altre visite per i bambini e le famiglie ma anche agli adulti.
L’attività ha potuto godere del sostegno di Fondazione CRT e dalla Consulta per i Beni Culturali Ecclesiastici che hanno finanziato in tutta la regione progetti finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico in chiave inclusiva e in un’ottica di incontro e di dialogo.
FOTO. Gruppo finale degli organizzatori






