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Arteinfiera alla San Giuseppe

 E’ stata inaugurata venerdì la 27° edizione di Arteinfiera a cura di Piergiorgio Panelli,  quest’anno aveva come sottotitolo “Un solo cielo”, è la tradizionale collettiva  nel contesto della 75° edizione della Mostra regionale di San Giuseppe.

Le molte personalità sopraggiunte per l’Inaugurazione dell’evento sono passate nello spazio espositivo confrontandosi con un allestimento visivo piacevole e contemporaneo dove gli artisti invitati espongono le loro opere in una vivace armonia cromatica ed anche in una importante visione etica. Tra le personalità il vescovo mons. Gianni Sacchi il quale si è soffermato con il curatore a dialogare sul sottotitolo “un solo cielo” complimentandosi con la profondità poetica e spirituale dello stesso ed alla qualità delle opere esposte.

Sin dalle prime ore lo stand artistico è stato visitato da un numeroso pubblico soprattutto giovanile ma anche da chi ama l’arte e la creatività. 

Arteinfiera nasce nel 1995 da un idea dello stesso Panelli e dell’allora presidente del Ente Manifestazioni Luigi Angelino.

Un progetto pensato da subito come una vetrina di nuove proposte d’arte del territorio , ma anche di livello nazionale, creando una contaminazione fra una fiera generica e i vari linguaggi dell’arte alla quale hanno partecipato sino ad ora circa 280 artisti di varie generazioni e tematiche non solo piemontesi.

Ricordiamo fra gli  artisti delle scorse edizioni :Paolo Baratella, Max Ferrigno,Giovanni Saldì, Laura Chiarello, Giovanni Bonardi, Marco Porta , Massimo Salvadori, Paolo Cavalli,Paolo Novelli,Mario Surbone, Davide Minetti,Marco Giachero,Labar, Giuseppe Campese, Vincenzo Porta, Laura Rossi,Renato Luparia, Nadia Presotto, Pietro Perrera,Giovanni Tamburelli,Loredana Boschiero ,Iris Devasini, Silla Ferradini, Enrico Colombotto Rosso, Camillo Francia,Corrado Bonomi, Giugi Bassani …ed altri giovanissimi ora artisti di successo come Marco Mazzoni, Marta Sesana,Antonio De Luca, Claudio Magrassi…e molti altri.

Nel testo del depliant scrive Panelli:“Da sempre l’uomo ha segnato confini, per i quali  ha lottato, a volte giustamente  e molte volte egoisticamente, al fine di difenderli da predomini e potere; è così anche ora nella nostra epoca contemporanea che purtroppo offre  una storia che pare medioevale, fatta di divieti e intolleranze, di visioni politiche consumistiche e non legate alle reali necessità dell’umanità. Un’umanità ormai legata da “un solo cielo”,  nel quale volano i sogni di ogni bellezza etica ed estetica e attraverso il quale siamo uniti solo per volare al di sopra, per cercare una felicità fuori e non nell’interiorità dell’animo umano”.

Ci soffermiamo sugliartisti invitati ad Arteinfiera 2024 : ecco le visioni informali di Angela De Luca con materia e segno che si incontrano in gestualità poetiche per palesare luce e gioia di vivere in un qualitativo magma visivo, nel quale l’artista assembla elementi tecnologici come fossili di un tempo perduto.

Nelle tele di Raffaella Capano  si creano riverberi cromatici informali dalla accesa intensità timbrica quasi musicale , dove melodia e improvvisazione dialogano  in armonia dalle sensazioni profonde specchianti in un cielo infinito. In particolare nelle grandi dimensioni l’artista vercellese trasmette una energia cosmica molto coinvolgente.

Le fotografie di Ivaldo Carelli (presidente del Ravasenga, ndr) sono sempre paesaggi vissuti, attraversati dalla loro storia ma anche dalle emozioni tonali alla ricerca del grande viaggio, ma anche di importanti verità, dove il particolare  a volte diventa fondamentale .

Gli assemblaggi di Francesca Boi sono un Eden di natura e forma, in cui  l’artista ricerca quasi un nuovo disegno etico per ricostruire una nuova bellezza partendo dalla purezza ancestrale della natura trasformata in nuove dimensioni. Le sue sono sculture impronte con vetroresina e materiali vari da dove emergono dolci figure femminili.

Nei lavori di Domenico Minniti si crea una scenografia gestuale di grande intensità con la presenza dell’uomo nella sua storia, che racconta una visione metafisica del tempo assoluta, quasi isolata in una visionarietà in divenire, evidenziata anche nei suoi interventi sui manichini corpi deformabili dove viene messa in discussione la forma attraversata dal segno poetico. 

Flavia Nasrin Testa traccia sul supporto un segno strappato direttamente dal profondo dell’anima; un segno assolutamente libero ed espressivo che riesce a raccontare il suono disperato di un urlo o la gioia incontenibile per riuscire ad arrivare oltre la forma estetica convenzionale spiazzando il fruitore nel suo inconscio. Un inconscio ancestrale dove non solo palesa i racconti di una propria storia personale ma l’artista sente l’esigenza di rappresentare il dolore di una generazione soprattutto femminile nelle sue sofferenze senza confini reali od etici.

I ritratti di Alessandro Kerze Man sono paesaggi del cuore dei suoi modelli, in cui  attraverso la fotografia ferma un attimo poetico cercato nello sguardo-cielo, nell’espressione dell’istante- vita del soggetto scelto per ritrarne l’anima, un anima a volte presa sull’istante a volte ricostruita in lunghi momenti preparatori all’attimo fuggendo il momento unico che diventa emozione.

Mercoledi 20 alle 21 nel contesto dello spazio di Arteinfiera Monferrato Web tv curerà una diretta web dal titolo Spazio arte sulla storia di Arteinfiera condurrà Iris Devasini con ospiti il curatore di Arteinfiera Piergiorgio Panelli e gli artisti Giovanni Saldì e Pio Carlo Barola. 

FOTO. Il vescovo e Panelli alla inaugurazione