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Suonare, Capire la Musica d’Oggi
Vivaldi: cinque appuntamenti del "Vivaldi" dedicati ai linguaggi musicali del presente
– Sarà un laboratorio aperto sulla creatività contemporanea la terza edizione di SCAMO – Suonare, Capire la Musica d’Oggi, la rassegna del Conservatorio di Musica “Antonio Vivaldi” ideata e curata da Sergio Lanza, docente di composizione, che avrà inizio con il concerto che si terrà giovedì 23 aprile 2026 presso l'Auditorium Pittaluga di via Parma, 1 alle ore 18,30.
Il ciclo, che si compone di 5 concerti a ingresso gratuito, sarà realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e propone un percorso d'ascolto che intreccia grandi maestri del Novecento e voci di rilievo internazionale, affidando l'esecuzione principalmente ai giovani allievi del "Vivaldi".
Il professor Sergio Lanza introduce così questa nuova edizione:
Il ciclo di concerti Suonare, Capire la Musica d’Oggi del 2026 consiste in cinque appuntamenti: quattro tra aprile e giugno e uno a settembre. I quattro concerti sono concepiti come un ritornello variato e arricchito: avremo infatti quattro autori costantemente presenti, Morton Feldman, György Kurtág, Ada Gentile e Goffredo Petrassi, cui si aggiungeranno, di volta in volta, brani di altri autori, come Fontanelli, Herrero e Stockhausen. La grande distanza geografica, culturale e poetica tra l’ungherese György Kurtág e l’americano Morton Feldman –entrambi nati cento anni fa– sarà un utile motivo di “contrappunto” per mostrare opposizioni o possibili affinità tra due compositori che, in maniere assai diverse, hanno sperimentato soluzioni di scrittura che richiedono all’interprete o al pubblico di oltrepassare i confini del consueto. Un altro tipo di “contrappunto” è invece quello che collega Ada Gentile a Goffredo Petrassi, anche suo maestro. Di generazioni diverse, entrambi formatisi a Roma, sviluppano due diversi percorsi di ricerca che li collocano in sintonia con i nuovi linguaggi europei, pur conservando un rapporto con la tradizione musicale italiana. La Gentile è stata anche la prima a invitare Kurtag in Italia, negli anni ’80, nel festival da lei diretto. Entrambi con una formazione pianistica alle spalle, Gentile e Kurtag condividono anche una raffinata vena ironica che a tratti attraversa la loro produzione, come avremo modo constatare nei concerti che ci aspettano. Il quadro caleidoscopico di quest’anno sulle variegate poetiche della musica contemporanea comprenderà anche i brani per flauto di Simone Fontanelli, compositore molto apprezzato da Kurtag e oggi direttore del Institut für Neue Musik del Mozarteum di Salisburgo, e Sixto Herrero, eclettico compositore spagnolo già ospite nostro come docente di masterclass. Concluderà il ciclo una performance ispirata dall’opera Mikrophonie di Stockhausen, a cura della Scuola di Musica Elettronica. Il quadro si completa infine con un quinto ed ultimo concerto, dopo l’estate, che offrirà una serie di brani per duo di violini, punto di intersezione con un altro ciclo di tre concerti “Conversazioni a due o più violini” dedicati a questo particolare organico in varie epoche. Diversamente dai quattro concerti precedenti, interamente eseguiti dai nostri studenti, questo ultimo sarà interpretato dai colleghi Claudio Andriani e Francesco Parrino.
Il sipario si alzerà quindi giovedì 23 aprile alle 18.30 presso l'Auditorium Pittaluga con un concerto inaugurale che si aprirà con l'ipnosi sonora di Morton Feldman (King of Denmark e Vertical Thoughts 1), dove il suono emerge dal silenzio quasi come un oggetto fisico, per poi spostarsi sul rigore miniaturizzato dei 12 Microludi e dei celebri Játékok di György Kurtág.
Il dialogo proseguirà con l'eleganza di Goffredo Petrassi, di cui verranno eseguite le Invenzioni e i Suoni notturni, pezzi che mostrano la sua straordinaria capacità di reinventare la tradizione. A chiudere il cerchio sarà la voce di Ada Gentile con Un suono lontano, un brano che racchiude la sapienza timbrica e la sincerità espressiva che la caratterizzano.
A dare vita a queste partiture sarà un ensemble formato dagli allievi del Conservatorio. Sul palco si alterneranno M. Montaldi, E. Fumagalli, R. Glinac, E. Lucchetti, E. Sedini, T. Todarello, M. Giribaldi, M. Solonar, S. Molla, L. Furini Jampa, L. Benvegnù, G. Vowles, M. Assandri, M. Avio, J. Cavallotti, G. Faragli e D. Beltran.
La rassegna proseguirà, esplorando il "ritornello variato" dei quattro autori cardine, nel mese di maggio con due appuntamenti (giovedì 7 e venerdì 29) in cui saranno eseguiti brani significativi dei quattro autori scelti come i Three Clarinet, Cello and Piano di Feldman; i Kafka-Fragmente (1ª selezione) di Kurtág; Ala di Petrassi e i Quick Moments: di Ada Gentile. Mentre l'appuntamento di martedì 16 sarà arricchito dalle incursioni della scuola di Musica Elettronica del Conservatorio con l'esecuzione anche di un caposaldo della musica elettroacustica come le Mikrophonie I di Stockhausen. Quindi il percorso si concluderà ufficialmente dopo la pausa estiva, mercoledì 30 settembre, con un evento speciale dedicato al duo di violini che vedrà protagonisti i docenti Claudio Andriani e Francesco Parrino, che eseguiranno brani di Bartòk, Berio, Lanza, Schnittke.
Approfondimento, I principali autori protagonisti della Rassegna
La musica del newyorkese Morton Feldman (1926 - 1987) ci offre, della ricerca musicale del XX secolo, una declinazione poco frequentata e rischiosa. Non sono stati in molti, infatti, a svuotare in questo modo di note il tempo che a un concerto è assegnato a un dato brano musicale. Lunghe durate riempite di silenzi o di risonanze scavano spazi siderali tra gli eventi sonoro-musicali e questa rarefazione porta inevitabilmente a una mutazione dell’ascolto, che perde quella “tensione verso” che ha caratterizzato per secoli la musica in senso narrativo. La musica di Feldman dialoga piuttosto con la pittura (l’espressionismo astratto di Rothko, ad esempio) e invita a concentrarci nell’istante: il suo senso emerge come un precipitato di innumerevoli “qui ed ora” ma, attenzione, questa immanenza non autorizza il pubblico a una indifferente contemplazione, al contrario, lo spinge a porre attenzione alle infinite varianti, alla vita segreta cui è sottoposto il materiale musicale.
György Kurtág (1926) è un compositore ungherese. Come Ligeti, di cui è amico, si muove inizialmente sul solco tracciato da Bartòk per poi sviluppare un linguaggio originale che matura passando dalla conoscenza di A. Webern e O. Messiaen. La sua musica sorprende spesso l’ascoltatore per le scelte radicali che la ispirano: usa i materiali musicali più diversi, che siano melodie, aspre dissonanze o accordi più familiari, gesti ‘lirici’ o ‘teatrali’, tessiture complesse o incredibilmente semplici, sempre inseguendo una precisa idea espressiva. Un universo sonoro ricco che ci offre una ricerca compositiva ininterrotta dagli anni ’50 ad oggi.
Goffredo Petrassi (1904 - 2003) si forma a Roma. Nonostante gli inizi della sua produzione siano influenzati da un ambiente culturale rivolto al passato (neobarocco, neoclassicismo) la conoscenza del panorama europeo del ‘900 e una notevole curiosità e apertura intellettuale, lo spingono verso un linguaggio sempre più originale e indipendente. I richiami a forme e modi della tradizione continueranno, ma non saranno mai banali, né facili; così ad esempio l’uso di strumenti antichi, come il clavicembalo, acquista un sapore nuovo e ‘sperimentale’.
Ada Gentile (1947, foto) di formazione romana è allieva di Petrassi all’Accademia di Santa Cecilia e creatrice di uno dei più longevi Festival di musica contemporanea (Nuovi Spazi Musicali dal 1978). La sua musica spazia dal repertorio solistico e cameristico a quello orchestrale e corale. Sempre attenta al dettaglio, con una strumentazione sapiente e raffinata il suo linguaggio dispiega scenari sonori mutevoli in cui trovano posto, negli anni, ispirazioni diverse: drammatiche, liriche, ironiche, sempre autentiche.






