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Due nuove mostre al Castello
Inaugurate sabato
Sabato nelle sale del castello di Casale Monferrato sono state inaugurate due mostre d’arte contemporanea di importante livello nazionale, la prima alla Chagall dal titolo “I miti del contemporaneo” personale del pittore Friulano Tommaso Bet con un omaggio a Marco Lodola, curata da Giovanni Granzotto ed Anselmo Villata (cui si deve il logo Castello cintemporaneo che caratterizzerà mostre di livello fino al prossimo anno, ndr).
Alla vernice erano presenti l’assessore alla cultura Gigliola Fracchia, il critico Giovanni Granzotto che nel suo intervento ha sottolineato la bellezza del Castello di Casale e la sua eccellente fruibilità come contenitore d’arte tra i migliori in Piemonte con ottime possibilità di allestire mostre di livello nazionale, il curatore Anselmo Villata che ha tracciato le figure degli artisti, il presidente della Meeting Art Pablo Carrara, e Tommaso Bet che ha ringraziato i presenti e la città di Casale.
La mostra è giocata genialmente sul tema del mito che oltrepassa il tempo o barriere etico-socio spirituali per aggredire il contemporaneo dove reale e virtuale ci confondono sino a creare una terza realtà introspettiva dove esistono soluzioni e spunti di riflessione per una esplorazione dell’animo umano e sulla società sempre più poliedrica. In questo dialogo troviamo le potentissime e coinvolgenti tele di Bet: la padronanza tecnica ci conduce nel suo mondo a prima vista reale , ma subito veniamo stravolti e catapultati nel suo mondo doppio, tra bene e male , tra verità del dentro e fuori, dal doppio specchio nel quale si riflettono bellezza ed orrore , lo vediamo nel ritratto incantevole “incomplete” del 16 , ma anche nelle ferite della tigre in “Kitora” del 20 che palesano la straordinaria avventura artistica di questo giovane maestro.
Il dialogo con le opere di Marco Lodola è intenso nel suo illuminare il quotidiano , nel gesto di una ballerina lasciando che materia corpo e spazio diventino una superficie unica per la luce. Luce che illumina il sentimento di un abbraccio sul condividere un giro in Vespa o nell’icona del Robot Mazzinghiano che rievoca le giornate adolescenziali di alcune generazioni e qui il mito è condiviso con Bet nei suoi Robot dipinti. Lodola da sempre sceglie una luce che arriva dalla bellezza della storia, magari guardando le madonne del Beato Angelico ma anche diventando uno dei creatori del gruppo dei neofuturisti descritto bene da Renato Barilli ed il prosecutore di quel gesto di ricerca che da Balla vola a Fontana che ridisegna ed illumina la vita, rendendolo uno dei grandi maestri dell’arte Internazionale.
Poi è stata inaugurata nella sala Marescalchi del Castello la personale dell’artista Alessio Barchitta” dal titolo “dopo aver guardato il sole è calato il sipario”. All’apertura sono intervenuti l’assessore alla cultura Gigliola Fracchia, il presidente dell’associazione Liberamente che ha curato il progetto e il critico Matteo Galbiati che in videoconferenza dalla Slovenia ha sottolineato l’importanza creativa del giovane artista Siciliano diplomatosi all’Accademia di Brera.
In questo allestimento troviamo le opere, tutte installazioni create negli ultimi anni da Barchitta vincitore del premio Mostra istituzionale della VI edizione Arteam Cup 2020 promosso dall’associazione Arteam di Abissola (SV) . l’allestimento è fluido e senza retorica di percorsi e date dove le opere a volte interagiscono tra loro. Opere in qualche modo trovate in quanto l’artista si avvale della possibilità di riutilizzare oggetti e cose già usati e abbandonati, il filo conduttore in qualche modo è il tema della casa, cosi nascono le bandiere fatte con veri copri divani o copriletti non più usati, o il riciclato tappeto verde trovato in discarica su cui sono appoggiati ipotetici palloni da calcio fatti con piastrelle avanzate, il tutto chiuso da una tenda nera sulla quale sono stampati dei bunker. Particolari i grandi cuscini nel quale sono stati disegnati a fuoco figure umane in attesa, realizzati durante la pandemia. Un lavoro questo di Barchitta post-concettuale, quasi come se l’artista riciclasse gli ultimi resti di una società ormai consumata da se stessa, della quale non rimangono che alcuni fossili abbandonati e riutilizzati dall’artista .
Piergiorgio Panelli
Le mostre sono aperte nel fine settimana fino al 4 settembre.
FOTO. Inaugurazione alla Chagall, Carrara, Villata, assessore Fracchia, Granzotto e Bet (f. Luigi Angelino)






