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Viaggi d'autore

San Salvatore Monferrato: San Martino; una splendida cappella del Rosario
QUESTA LA PARTE INIZIALE E FINALE DEL VIAGGIO D'AUTORE IN USCITA
Dal centro di San Salvatore Monferrato un senso unico ci porta a parcheggiare in una piazzetta di fronte alla parrocchiale di S. Martino che aggiunge anche il titolo di San Siro. 
La chiesa, già dipendente dalla diocesi di Pavia, è passata in epoca napoleonica a quella di Alessandria e infine a quella casalese. Eretta nel Quattrocento in sostituzione di una chiesa più antica, venne consacrata solo nel maggio 1578 dal card. Ippolito Rossi, vescovo di Pavia. Si accede alla chiesa da una scalinata su cui prospetta l’ottocentesca facciata in stile rinascimentale, restaurata nei primi anni del Novecento e poi nel 1998 dalla ditta Pagella. Al centro di essa la grande statua del Salvatore benedicente in una nicchia e sulle lunette la Madonna col Bambino e i bassorilievi di S. Martino e di S. Ciriaco. 
Grandioso l’interno della chiesa a tre navate con volte affrescate dal pittore monregalese Andrea Vinaj. L’altare maggiore e la balaustrata in marmi policromi furono realizzati nella seconda metà del Settecento da Giacomo Pellagatta. L’adeguamento liturgico attuale e il leggio (“San Martino e il povero”) sono opera dello scultore villanovese Giovanni Bonardi che ha restaurato (con Francesca Regoli) gran parte...
 
Una chiesa ricca di tesori, in particolare in alcune cappelle. Quella del Rosario, sulla sinistra, con la splendida pala attribuita a Guglielmo Caccia con i 15 misteri, tra stucchi e decorazioni, e quella con la cinquecentesca pala d’altare di «S. Michele Arcangelo che combatte Satana». Venne realizzata dal pittore alessandrino e figlio d’arte Giorgio Soleri, per oltre un decennio al servizio del duca Emanuele Filiberto e attivo anche nella chiesa casalese di S. Domenico. Dopo il restauro dell’opera - come ricorda Alessandra Guerrini - è emersa la figura maschile del diavolo «di impeccabile anatomia, solo munito di piedi e mani unghiate, baffi da gatto, e delle classiche orecchie lunghe e piccole corna caprine». 
Separato dalla chiesa il poderoso campanile quattrocentesco. Sulla tribuna l’organo della ditta Gandini. Organo che ha la parrocchia ha iniziato a restaurare con un preventivo di 50 mila euro. Allo studio anche didascalie illustranti le cappelle sia dal punto teologico che artistico (ci aggiungeremmo pure l’illuminazione).
Dall’8 ottobre 2017 è parroco di San Salvatore don Gabriele Paganini nato ad Alessandria il 20 dicembre 1985 e ordinato sacerdote nel 2014 dal vescovo Alceste Catella. La parrocchia ha 4300 fedeli. La chiesa è aperta con orario continuato il sabato e la domenica.
Luigi Angelino-Dionigi Roggero
Ultimo pubblicato Ottiglio, Sant’Eusebio. In preparazione Borgo San Martino.
FOTO. Cappella del Rosario (f. ellea)