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La mostra “Dall’Italia ad Auschwitz”

Con moltissime informazioni inedite

Prosegue al Complesso Ebraico di Casale Monferrato Dall’Italia ad Auschwitz”. La mostra, in Sala Carmi, è composta da una trentina di dettagliati pannelli illustrativi collocati che rievocano la storia del più famigerato campo di sterminio nazista e degli Italiani che ne vennero deportati. Domenica 25 febbraio lo spazio ha visto una presentazione a cura di Daria Carmi, curatrice del Museo dei Lumi di Casale, e della professoressa Anna Maria Ariotti, già docente di Filosofia e Storia al Liceo Scientifico della città e autrice di ricerche sulla storia della Resistenza e delle deportazioni. Un modo per approfondire davanti ad un pubblico interessato molti dei temi affrontati dall’esposizione

Daria Carmi introduce l’incontro rimarcando come la mostra contenga moltissime informazioni inedite o poco conosciute sulle responsabilità dell’Italia e cita l’esempio di Rodi: “che è stata numericamente la più grande deportazione di ebrei sul territorio italiano di cui l’isola a quel tempo era parte”. Una singolarità messa in evidenza anche dalla professoressa Ariotti. “La mostra è diversa da tutte le altre allestite sulla Shoah proprio per la completezza: ad esempio ricorda la deportazione di un migliaio di donne dalle coste, allora italiane, di Dalmazia, Slovenia e Croazia, portate ad Auschwitz insieme ad un nucleo di Rom. Una testimonianza dell’impegno a cancellare non solo di Ebrei, ma anche prigionieri politici e altre minoranze etniche”. L’altra novità di questa esposizione è l’impostazione: “Fino agli anni 85-90 del secolo scorso le mostre, così come le ricerche e i libri sullo sterminio compiuto dai nazisti, mettevano in rilievo le grandi campiture della storia. Si dava per scontato che nei campi di sterminio fossero morte tante persone, però non si aveva cura nell’evidenziare chi erano e da dove venivano. Poi, quando nel prosieguo degli anni ‘90 sono cominciati fenomeni come relativismo e negazionismo, gli storici di tutti i paesi si sono resi conto che con la scomparsa dei testimoni di prima mano era necessario fare un lavoro più minuto, quasi banale, andando a ricercare i nomi le date di nascita, l’apparato fotografico, tutto quanto potesse individuare le vittime, una per una, come persone reali”.

La mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 3 marzo 2024. Orari domenica: 10-12; 15-18 gli altri giorni visitabile su prenotazione al mattino 8.30 – 12.30, telefonando al 340 7697199 entro il giorno precedente. Sabato chiuso. Per informazioni 0142 71807 www.casalebraica.com

a.a.