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Gli Ezidi e la lezione della storia che parla al presente
«Ogni storia è storia contemporanea». La celebre riflessione di Benedetto Croce ha offerto la chiave di lettura ideale della serata organizzata dalla Sezione ANPI di Camagna Monferrato sotto i portici del Palazzo Municipale, dove la scrittrice casalese Carla Gagliardini ha presentato il suo primo libro, che ha voluto dedicare al popolo degli Ezidi, una delle comunità più perseguitate del Medio Oriente.
L’incontro ha ricostruito le radici del genocidio perpetrato dallo Stato Islamico nell’agosto 2014, quando l’ISIS travolse il distretto di Shengal, nel nord dell’Iraq, massacrando migliaia di uomini, deportando donne e bambini e trasformando questi ultimi in schiavi, merce di un mercato alimentato perfino attraverso piattaforme online. Una tragedia che affonda le proprie origini anche nella complessa instabilità seguita all’invasione dell’Iraq del 2003 e nelle tensioni settarie che ne derivarono.
Ma la storia degli Ezidi non è soltanto quella di una persecuzione religiosa. La loro identità, costruita nei secoli attorno a una fede originale che venera Melek Ta’us, l’Angelo Pavone, rappresenta il frutto di un’elaborazione culturale autonoma nata dall’incontro tra tradizioni diverse – dall’Islam sufi al Cristianesimo orientale, fino ad antiche religioni preislamiche – trasformate in un patrimonio identitario da custodire e difendere.
Proprio questa specificità, unita alla collocazione strategica di Shengal al confine con la Siria, continua a rendere gli Ezidi una comunità vulnerabile. Ancora oggi migliaia di persone vivono nei campi profughi, mentre l’Amministrazione Autonoma nata dopo la sconfitta dell’ISIS tenta di costruire un modello di autogoverno ispirato ai principi del confederalismo democratico (una piattaforma politico-sociale sviluppata da Abdullah Öcalan), tra difficoltà economiche, tensioni regionali e il costante timore di nuove violenze.
Nel corso della serata è emerso con forza come il genocidio non appartenga soltanto al passato. Le fosse comuni ancora da identificare, le famiglie divise, le donne sopravvissute alla schiavitù e il destino incerto di una popolazione che teme un nuovo genocidio dimostrano quanto la vicenda degli Ezidi continui a interrogare la coscienza internazionale.
Per chi desiderasse approfondire il tema, è possibile richiedere una copia del volume presentato scrivendo a versoilkurdistan@gmail.com. Il libro costa 18 euro, può essere spedito e il ricavato è destinato a sostenere l’ospedale di Dohula.
Luca Beccaria




