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Le poesie in vernacolo di Testa

Al Salone Vitoli del Museo

 

Si è svolta, sabato 19 marzo presso il Museo Civico di Casale, la presentazione della nuova raccolta di poesie in vernacolo casalese “Puesìj Sbardlàj” di Paolo Testa.

L’incontro è stato organizzato dal Circolo Culturale Piero Ravasenga e dal Comitato ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) di Casale Monferrato con il Patrocinio del Comune di Casale. Tutte le offerte raccolte sono state devolute, per volontà dell’autore, ad Andos che svolge, a fianco delle donne che combattono con coraggio la malattia, un’attività encomiabile. L’occasione ha visto la presenza numerosa di un pubblico attento e partecipe raccolto nella splendida cornice del Salone Vitoli che il Comune di Casale ha voluto mettere a disposizione per l’evento.

Ad introdurre la giornata, svoltasi non a caso proprio nel giorno di San Giuseppe che per Casale rappresenta una festa popolare fortemente sentita, è stato chiamato Ugo Bertana che in Monferrato rappresenta una voce molto qualificata nell’ambito della valorizzazione del territorio, delle sue tradizioni e dei suoi prodotti. Bertana si è soffermato nel presentare Paolo Testa nelle sue molteplici vesti di fondatore e vice-presidente del Circolo Ravasenga e di Direttore della Biblioteca di Treville oltre che poeta vernacolare, autore di favole per l’infanzia e appassionato della storia di Casale, della sua anima culturale e popolare.

Sono quindi intervenuti l’assessore alla cultura Gigliola Fracchia a dare il benvenuto a nome del Comune di Casale e il primario dell’Oncologia di Casale Dr.ssa Roberta Buosi che ha portato al sentire comune i valori, l’impegno, risultati e obiettivi di Andos la cui strada è ricca di iniziative che sempre raccolgono amici e sostenitori.

Poi l’intervento del poeta Testa che, nato e vissuto da sempre a Casale e che di questa città mantiene la memoria della sua parlata in chiave poetica, ha trasmesso coi suoi versi il suo tangibile legame al territorio, possibile proprio grazie al dialetto. Resta questa, infatti, la lingua di coloro che qui sono nati e che l’hanno utilizzata fin da bambini per tornarvi ad esprimere i sentimenti più profondi e autentici. Testa ha letto personalmente molte delle sue poesie contenute nella raccolta in una sorta di viaggio attraverso le stagioni che percorrono simbolicamente le fasi della vita, poesie in rima ma anche versi in libertà a dimostrare come il vernacolo si adatti ad ogni modo di scrittura. Le poesie di questa nuova pubblicazione sono definite dall’autore come “poesie sparse” (sbardlàj, appunto), quelle che non hanno mai avuto occasione di essere raccolte in una pubblicazione perché scritte per occasioni tra le più disparate. A rendere ancora più piacevole l’incontro è stato chiamato il maestro Mauro Bardella che ha musicato alcune poesie di Paolo Testa presentandole insieme all’amico Frediano Perucca.