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  • 8 anni fa
  • Casale Monferrato

Aleramici in Sicilia

Un libro di Maestri e un Viaggio d'autore

Il Circolo culturale “I Marchesi del Monferrato” ha appena pubblicato nella collana “Studi sul Monferrato” il volumetto di Roberto Maestri intitolato “Aleramici in Sicilia” (febbraio 2018).

È la storia di una “emigrazione dimenticata” e di un esodo al contrario, rispetto al massiccio fenomeno migratorio dal Nord al Sud. Si tratta di interessanti e remote vicende storiche che hanno avuto come protagoniste le famiglie aleramiche dei marchesi Del Vasto, con Adelaide, sposa di Ruggero d’Altavilla, dei marchesi di Monferrato, dei Lancia con Bianca che conquistò il cuore dell’imperatore Federico II, oltre agli Agliano, agli Incisa e ai Del Carretto.

Oltre alla Marca aleramica il processo migratorio verso la Sicilia coinvolse anche altri personaggi genericamente definiti con “Lombardi” (contrazione di “longobardi”), che furono tra i protagonisti della “Guerra del Vespro”. Di questa massiccia presenza sono rimaste alcune tracce in ambito linguistico, con le parlate gallo-italiche, e con una singolare “contaminazione” nella coltivazione agricola, in particolare nella viticoltura siciliana, che sarebbe stata rivitalizzata all’epoca dell’invasione normanna dall’impianto di vitigni provenienti dal nord. La pubblicazione è parte dell’omonimo progetto avviato lo scorso anno da Maestri con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e il sostegno delle regioni Piemonte, Liguria e Sicilia, con lo scopo di consentire a territori, profondamente diversi, di ritrovarsi in un programma di respiro internazionale, nel rispetto delle tradizioni di una Sicilia che, in epoca medievale, era vero e proprio “laboratorio” di accoglienza. (d.r.).

 

VIAGGIO D'AUTORE

Sono trascorsi quasi vent’anni dal 12 febbraio 1999 quando sulle colonne di questo giornale fu pubblicato il “Viaggio d’autore”, n. 77, sui legami tra l’antica Marca Aleramica e la Sicilia.

Punto di partenza il libro scritto dall’allora capo di gabinetto dell’Assemblea Regionale Siciliana Pasquale Hamel (che intervistammo) su “Adelaide del Vasto regina di Gerusalemme”, pubblicato da Sellerio (Palermo, 1997). Un agile volume nato per caso, come ricordava l’autore nell’introduzione, e dedicato, almeno nelle intenzioni iniziali, a Ruggero II e solo indirizzato alla figura della madre. Del gruppo di importanti personaggi che si sono trasferiti nella fertile e ospitale terra siciliana occupata dai Normanni, che intendevano rafforzare il ceppo latino fortemente minoritario, Adelaide (o Adelasia) del Vasto fu la prima ad intraprendere l’emigrazione. Nel 1089 la figlia di Manfredi Aleramico sposava a Mileto il sessantenne Ruggero I d’Altavilla, gran conte di Sicilia e Calabria, rimasto vedovo per la seconda volta. Da lui ebbe due figli: il primogenito Simone, morto giovanissimo, e Ruggero, destinato a diventare il futuro sovrano del Regno di Sicilia.

Abile e accorta, la contessa di Sicilia seppe sfruttare con abilità il suo ascendente su Ruggero, tanto che dopo la morte nel 1101 dell’anziano consorte fu a capo del più ricco e potente stato del mezzogiorno.

E quando nel 1112 passò il comando al figlio Ruggero, invece di ritirarsi a vita privata accettò la proposta matrimoniale di Baldovino I di Fiandra, re di Gerusalemme. Poco dopo partiva da Palermo per Gerusalemme, dove fu accolta con tutti gli onori, realizzando il sogno di potenza e garantendo al figlio la sospirata corona, che fu la causa dell’annullamento delle nozze voluto da papa Pasquale II nel 1117. Profondamente addolorata, la gran contessa fece ritorno a Palermo e si ritirò a vita privata. Morì a Patti nel 1118 e riposa nel sarcofago rinascimentale della cattedrale.

l.a.-d.r.

FOTO. Il sarcofago