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Personaggi storici - di Armano Gozzano (1)

Sofia D’Oria marchesa Gozzani
Si intrecciano con Casale a incominciare dal palazzo del Comune le vicende di Sofia D’Oria marchesa Gozzani in quanto moglie di Carlo Antonio Gozzani di San Giorgio.
Sofia era nata a Torino il 28-12-1759 nel palazzo di famiglia detto ”della Palma”, sesta dei dieci figli di Alessandro Eleazaro di Ciriè e di Maria Cristina Damiano di Priocca. Battezzata nella chiesa di S. Eusebio, ebbe come padrini due poveri tra i più miserabili del quartiere scelti dai suoi genitori e ricevette come anche i suoi fratelli un nome di origine greco orientale. S
ua madre morì nella cittadella di Torino, governata dal marito fin dal 178. Il casato dei D’Oria era titolare di Oneglia, ma nel 1576 con Giovanni Gerolamo lo scambiò con Ciriè per interesse specifico diretto di Emanuele Filiberto di Savoia il quale ottenne un secondo sbocco al mare oltre a Nizza. All’occasione il D’Oria ricevette la nomina di ciambellano di corte.
Per inciso i D’Oria possedevano il patrimonio del marchesato di Cavaglià, la contea di Casalmaggiore,il contado di Faule, due palazzi a Torino e il palazzo di Ciriè   utilizzato per la villeggiatura come già per i Savoia.
Sofia nel 1782 sposò a Casale il marchese di San Giorgio Carlo Antonio Gozzani (1756-1791), luogotenente del reggimento provinciale. La dote di Sofia fu di 45000 lire comprese altre 5000 lire per il corredo matrimoniale.
Nel 1784 Carlo Antonio era stato nominato gentiluomo di bocca del re e si era trasferito con la moglie a Torino nel palazzo San Giorgio in via Bogino 31, edificato dal padre Giovanni Battista dove ospitò l’imperatore Giuseppe II nel 1769. Il palazzo fu poi rifatto dal barone Ignazio Alliaudi di Tavigliano allievo dello Juvarra,nel palazzo morì il conte Bogino nel 1837.
Dopo la vittoria di Marengo e mediante l’armistizio di Alessandria il Piemonte diventò territorio francese, inquadrato nella 27° divisione. Intanto Casale si stava trasformando, cambiavano i nomi delle strade e porte principali, venivano eliminati i conventi,i tesori delle chiese erano venduti all’asta e la città impoverita ridotta ad un villaggio.
Il ministro dell’interno Champagny scelse come soggiorno di Napoleone e Giuseppina il palazzo Gozzani San Giorgio, proprietà di Sofia. Per questo motivo Sofia si trasferì nel proprio castello di San Giorgio, sollecitata dal sindaco Rivetta e dal proprio cognato Evasio Gozzani definito il 'pazzo marchese', entrato nelle stanze del potere romane come ministro del principe Camillo Borghese e della moglie Paolina Bonaparte.
Non figurò nella lista degli invitati a palazzo da Napoleone, avvertita forse dalla zia Maria Enrichetta monaca di Pinerolo che  aveva definito il grande corso un 'diavolo'.
Napoleone giunse a Casale il 6 luglio 1805 e soggiornò brevemente nella sala gialla del palazzo Gozzani (dove per anni si poteva ammirare quello che tutti conoscevano come ‘il letto di Napoleone’, ndr) per poi ripartire per la strada di Morano verso Torino. Sofia non partecipò neppure nel 1708 alla visita a Casale del principe Borghese governatore del Piemonte.
Carlo Giovanni Gozzani (1788-1843), unico figlio di Sofia, vide incrementarsi il già notevole patrimonio con il palazzo di Torino e le tenute di Lucedio e Castelmerlino (siamo nel Trinese, ndr).
Capitano del reggimento cavalleria e guardia del corpo del re Carlo Felice, molto eccentrico e libertino, lasciò l’enorme patrimonio di 7.000.000 di lire al cugino austriaco Felice Carlo, in disaccordo con il cugino Giuseppe Gozzani figlio di Evasio per aver sposato una nobile tedesca di Dresda.In mancanza dei primogeniti austriaci la famiglia D’Oria e il manicomio di Torino impugnarono il testamento senza riuscirvi.
Carlo Giovanni fu socio fondatore nel 1837 della Società Italiana del Gas per l’illuminazione di Torino.Non regalando una buona nuora e un nipote da accudire non riuscì a rendere felice la madre, ormai vedova da 42 anni, morta il 24-1-1833 nel suo castello di San Giorgio.nIl figlio morì a Torino nel 1843 e le cronache raccontano del ritrovamento delle tre tombe nella parte inferiore della chiesa di San Giorgio, sepolte in posizione verticale con ai piedi i nomi incisi su targhe in metallo.
Altro legame tra Ciriè e Casale é rappresentato dal matrimonio della marchesa Antonia Maria Emilia Deodata D’Oria (1826-1906), figlia dell’ultimo marchese di Ciriè Emanuele Filippo, con l’avvocato casalese Silvio Braccio. L’avvocato Luigi, figlio di Silvio, ritrovò nella biblioteca di Ciriè le lettere di Sofia scritte in francese al padre all’età di 10 anni e i documenti per poter ricostruire la genealogia della mamma Antonia, che riposa accanto al marito nel sepolcreto di famiglia di Casale. Il ritratto giovanile di Sofia nella quadreria D’Oria di Ciriè é firmato dal pittore Giovanni Panealbo (1742-1815) ritrattista di casa Savoia. I ritratti di Sofia e del marito nel palazzo Gozzani San Giorgio di Casale (che poi è il Municipio, ndr) sono attribuiti a Vittorio Amedeo Grassi di Agliè  (1724-1800) pittore ufficiale di corte a Torino.
Un quadro del Grassi, l’angelo custode, spicca nel museo parrocchiale di Moncalvo. Nel palazzo Gozzani Treville di Casale potrebbe esistere un ritratto di Sofia di autore sconosciuto. Altri ritratti della famiglia Gozzani esistevano nel palazzo di Torino e nel castello di San Giorgio, ma sono andati perduti nei cambiamenti di proprietà.
Nel 2010 a Villa Borghese venne allestita una visita virtuale con due guide d’eccezione, Paolina Bonaparte ed Evasio Gozzani, all’epoca curatore delle mostre nella galleria Borghese di Roma.
Armano Luigi Gozzano
 
FOTO. Sofia D'Oria, quadro della lla galleria D'Oria di Ciriè da poco restaurato  (per g.c.. Marina Macario del comune di Ciriè)