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Il Bonone ritorna a Moncalvo

Visitabile ogni prima e terza domenica del mese (da maggio a ottobre)

Si è chiusa la mostra allestita presso i Musei Civici di Pavia dal titolo “Pavia 1525: le arti nel Rinascimento e gli arazzi della Battaglia”.

All’interno di questa importante esposizione che ricostruisce la fioritura artistica e culturale che la città conobbe nel Rinascimento, è stata esposta anche un’importante opera proveniente dal Monferrato: si tratta della tavola lignea con cornice originale raffigurante la Madonna con il Bambino tra San Martino e San Rocco proveniente dalla chiesa parrocchiale di San Francesco di Moncalvo. L’opera fu dipinta da Bartolomeo de Bernardis, detto Bonone, artista documentato a Pavia tra il 1491 e il 1528. La mostra ha rappresentato un’importante occasione di studio confluita nel pregevole catalogo edito Dario Cimorelli Editore. Nello specifico la pala monferrina è stata oggetto di ricerca da parte di Vanessa Lucchini, laureanda presso l’Università degli Studi di Pavia, che dopo un’attenta analisi delle fonti archivistiche e di studio dell’opera messa a confronto con le altre esigue testimonianze artistiche del pittore ha potuto ricostruire quanto segue. Nel 1730 il dipinto si trovava all’interno della sacrestia della chiesa della Madonna delle Grazie di Moncalvo e i documenti ottocenteschi testimoniano la sua provenienza dalla demolita chiesa del castello. Nel 1940 venne spostata nella sacrestia della chiesa parrocchiale di San Francesco dove è tutt’ora conservata. La prospettiva resa con chiarezza dalla pavimentazione a motivi geometrici e il raffinato gusto antiquario nelle decorazioni evidenziano l’influenza che ebbe sull’artista la pittura di Bramante e quella che animò il cantiere della Certosa di Pavia a fine Quattrocento. Non si hanno molte informazioni biografiche su Bartolomeo Bonone che si trova citato a Pavia dal 1491 quando probabilmente lavorava ancora nella bottega paterna dal momento che venne per la prima volta definito “maestro” e quindi artisticamente indipendente solo nel 1495. L’opera di Moncalvo, quindi, si collocherebbe per la critica tra quella data e la fine del secolo.

Non si sa per quale via fu chiamato proprio Bartolomeo Bonone per la realizzazione di quest’opera, né è possibile sapere con certezza se visse in Monferrato, tuttavia è stato accertato che sicuramente suo fratello Tommaso risiedette almeno per un periodo in terra monferrina come testimoniato da una vertenza del 1511 contro il castellano di Moncalvo in cui si trova citato.

Terminata la mostra, l’opera è stata ricollocata all’interno della sacrestia-museo parrocchiale di Moncalvo dove può essere ammirata dal pubblico durante le visite che si tengono ogni prima e terza domenica del mese (da maggio a ottobre) a opera delle volontarie dell’associazione Antipodes – Guglielmo e Orsola Caccia.

ch.m.