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Cantiere Speranza: Luca Barbaglia
Martedì 3 febbraio introdotto da mons. Luciano Pacomio
Nella serata di martedì 3 febbraio, presso la sala Cavalla del Seminario Vescovile di Casale Monferrato, si è svolto, nell’ambito di Cantiere Speranza, l’incontro biblico-teologico dal titolo “Cristo nostro ‘tutto’, fonte e modello di sintesi e di contrasti”, introdotto dal vescovo emerito mons. Luciano Pacomio e affidato alla relazione del prof.don Silvio Barbaglia. Un appuntamento che ha offerto alla comunità una riflessione di ampio respiro sulla centralità di Cristo nella vita della Chiesa e di ogni credente.
Mons. Pacomio, biblista di lungo corso, ha aperto la serata richiamando il senso pasquale dell’esperienza cristiana e interrogandosi su quale orizzonte possa aprirsi dopo l’Anno giubilare, il cui tema era proprio quello della speranza. La risposta è stata affidata alla Scrittura: la speranza cristiana genera gioia e pace, frutti dello Spirito, perché nasce dall’incontro con Cristo. “La fede”, ha ricordato, “non è anzitutto uno sforzo umano, ma il dono che la Trinità fa all’uomo per renderlo capace di relazione con Dio”. In questa prospettiva, l’orizzonte del prossimo Giubileo straordinario per i duemila anni dalla Redenzione (2033) invita a pensare una Chiesa povera e umile, capace di accoglienza e di rinnovata testimonianza.
La relazione del prof. Barbaglia ha approfondito il tema a partire dalla Lettera ai Colossesi e dal Vangelo secondo Marco, guidando il pubblico in un confronto serrato tra gli scritti di Paolo e quelli di Marco, collocandoli innanzitutto nel loro contesto storico e, successivamente, teologico. In Colossesi 3 risuona la confessione decisiva: “Cristo è tutto in tutti”. Non uno slogan, ma l’affermazione che in Cristo si ricompone l’unità della vita nuova, mentre allo stesso tempo si genera un inevitabile contrasto con ciò che non è conforme al Vangelo. La vita cristiana nasce dall’esperienza battesimale: morire con Cristo sulla Croce, finire nel sepolcro, risorgere con lui, spogliarsi dell’uomo vecchio e rivestire l’uomo nuovo. È Cristo, non un sistema religioso, la sorgente della sintesi.
Questa dinamica trova una potente espressione narrativa nel Vangelo di Marco, qui descritto come “Vangelo dei catecumeni”. La struttura del racconto, dal battesimo di Gesù fino al sepolcro vuoto, va intesa come un accompagnamento simbolico (pensato per gli adulti del tempo) del cammino di chi entra nella fede: immersione, prova, sequela, croce e risurrezione. Il motivo delle vesti – dalla nudità del giovane che fugge alla veste bianca nel sepolcro – diventa immagine della trasformazione battesimale. Marco non offre una conclusione rassicurante, ma un invito: il credente risorto (cristificato) è chiamato a non avere paura e a portare altri alla vita nuova.
In conclusione, il vescovo di Casale, mons. Gianni Sacchi, ha ringraziato i relatori e, ricordando come tra due settimane inizierà la grande Quaresima, ha proposto un approfondimento sul Vangelo di Marco “nell’ambito del percorso quaresimale, per giungere alla Veglia pasquale con cuore e spirito rinnovati”, riscoprendo la fede non come adesione a parole, ma come relazione viva con Cristo risorto. In chiusura, ci si è dati appuntamento per il prossimo incontro di Cantiere Speranza, previsto per il 14 aprile.
Luca Beccaria
(foto ellea)






