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Moncalvo, grande guerra, due incontri alla Biblioteca Civica
Presentazione di Eroi della Grande Guerra e Moncalvo nelle guerra del Novecento
“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio…”: chi non conosce il celebre inno? A distanza di cento anni, tutti (o quasi) nel Monferrato, ne hanno sentito parlare, anche i più piccoli. E non solo perché la Grande Guerra si è studiata a scuola, ma perché ogni famiglia ha un nonno, o un bisnonno che ha combattuto durante il conflitto del 1915-1918.
Erano giovani contadini che avevano lasciato le loro colline, le vigne, le famiglie per ritrovarsi imprigionati come topi nel fango delle trincee. Gli italiani di qua e, a poche centina di metri di distanza, il nemico di là. Nel mezzo, una terra di nessuno, in cui ogni giorno ci si scontrava e massacrava, in una macelleria quotidiana senza scampo. L’Italia ebbe 600 mila morti. Dieci milioni in Europa, senza contare i feriti, i mutilati, i dispersi.
Era la Prima Guerra Mondiale. E i monferrini che allora si trovavano nel pieno della giovinezza, furono chiamati al fronte a combattere. In molti non tornarono alle loro case. Ogni paese, nel Monferrato, ha realizzato negli anni il “suo” piccolo Campo della Rimembranza, qualche albero, un’aiuola di fiori, le lapidi che mostrano incisi i nomi dei caduti.
Moncalvo, dopo le celebrazioni del 4 novembre scorso, ne ricorda la memoria anche con due incontri presso la Biblioteca civica in piazza Buronzo 2. Appuntamento sabato 10 novembre alle 16.30 con la presentazione del libro Eroi della Grande Guerra di Maurizio Lanza, ex Colonnello dell’Aeronautica militare, edito da Team Service e il 24 novembre, sempre alle 16.30, con il volume di Andrea Spagni Moncalvo nelle guerra del Novecento (132 pagine, Edito da Città del silenzio, 2018).
“Gli elenchi dell'Archivio Storico di Moncalvo riportano la cifra di settantotto soldati morti sul campo, sette dispersi e dodici deceduti in seguito, per malattia provocata da cause di servizio – spiega Spagni nel suo libro. Se si aggiungono altri due nomi ricordati dal Monumento ai Caduti della frazione Castellino, sale a quasi cento vite umane il tributo che Moncalvo, comune allora di circa 4.400 abitanti, ha versato all'Italia nel corso di quello che, all'epoca, fu definito il più grande conflitto mondiale mai combattuto”.
Vanno ricordati, tra gli altri, Carlo Montanari (1863-1915), maggiore generale, insignito della Medaglia d'oro e Ernesto Umberto Testa Fochi (1873-1917), colonnello degli alpini al quale fu assegnata la Medaglia d'argento. Tra i concittadini al fronte che invece sopravvissero alla guerra è d'obbligo celebrare la figura di monsignor Giuseppe Bolla (1885-1952), originario di Brusasco ma moncalvese d'adozione, che negli anni del conflitto prestò servizio come cappellano degli Alpini, meritando per questo la medaglia di bronzo e quella d'argento.
Dopo la guerra, divenuto parroco di Moncalvo, volle che si completasse la facciata della chiesa di San Francesco e che la si dedicasse al ricordo dei caduti: “Questa facciata della chiesa dedicata a san Francesco fu completata e decorata in ricordo dei cittadini caduti in guerra” recita l’iscrizione in latino che corre lungo il frontone.
I moncalvesi che persero la vita lontano dall’Italia, vennero temporaneamente sepolti in Germania, in Austria, nell'attuale Repubblica Ceca, in Ungheria, in Serbia e in Albania. Solo alcuni anni dopo fu possibile presentare domanda per il trasporto delle salme in patria, a carico dello Stato. L’amministrazione comunale dell’epoca e tutta la cittadinanza si adoperarono con tenacia affinché a partire dal settembre 1921 le salme dei caduti potessero essere riconsegnate ai loro cari.
Moncalvo ebbe anche il merito di essere “una delle prime città italiane a rendere omaggio ai suoi valorosi soldati – prosegue Spagni - apponendo nell'atrio municipale due lapidi di marmo con l'elenco dei caduti e il Bollettino della Vittoria; nel breve periodo non fu possibile erigere un vero e proprio monumento in loro ricordo, se si eccettua, nel 1924, la creazione di un Parco della Rimembranza sul Bricco Fagiani, l'altura prospiciente il viale del Camposanto”, dietro alla chiesa di San Francesco. Solo parecchi anni dopo, sarebbe stato realizzato il “Monumento ai suoi caduti di guerra” che i moncalvesi vedono oggi. Il sacrario fu inaugurato il 23 ottobre 1960, dedicato “agli eroici concittadini morti per la patria in tutte le guerre fino ad allora combattutesi”.
Al. A.






