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La Costituzione Italiana ieri, oggi... domani?
Si è tenuto venerdì in Sala Cavalla l’incontro su “La Costituzione Italiana ieri, oggi... domani?”, organizzato nell’ambito del programma annuale di Cantiere Speranza. Relatori due prestigiose personalità del mondo giuridico: Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, e Renato Balduzzi, membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
Sono stati presentati dal vicario generale, don Giampio Devasini, che ha sottolineato la sorprendente attualità della Costituzione Italiana nel 70° anniversario dell’entrata in vigore. “Le Costituzioni sono lo strumento che i popoli si danno nel momento della saggezza, a valere per il momento della confusione”. Con queste eloquenti parole ha esordito Valerio Onida (classe 1936), che ha raccontato in modo impeccabile la nascita della carta costituzionale a partire dai drammatici giorni dell’otto settembre, con il tentativo di restaurazione dello Statuto Albertino, seguito dalla tregua istituzionale col Re e dalla definitiva decisione costituente e referendaria. Così è nata, all’insegna dell’antifascismo e della costruzione di uno stato nuovo, una costituzione condivisa, nel segno dell’unità di intenti di forze politicamente avversarie. Una costituzione programmatica, col compito di rimuovere gli ostacoli e a sovranità limitata. A Renato Balduzzi il compito di individuare l’equilibrio tra le parti della carta costituzionale e quello tra diritti e doveri (con tanto spazio ai primi, poco ai secondi), oltre al Consiglio Superiore della Magistratura (di cui è membro non togato), organo di garanzia ed esempio mirabile di equilibrio. E poi, con un legittima preoccupazione per le vicende di questi giorni, Balduzzi si è soffermato sul “ripudio della guerra” da parte del nostro paese e sul diritto alla salute, che rappresenta una novità mondiale. E a proposito della revisione costituzionale, occorre tenere presente che la nostra costituzione è un fondamentale patrimonio, che non è merito nostro, ma che bisogna capire come conservarlo. Erano presenti alla serata il sindaco Titti Palazzetti e il vescovo, mons. Gianni Sacchi, che ha concluso l’incontro, molto interessante per tutti, con parole di speranza, come antidoto alla crescente disaffezione verso la politica.
Dionigi Roggero






