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Museo dell’Oreficeria Diffuso

Inaugurazione mercoledì 9 settembre, alle ore 18 all'ex Carducci

Mercoledì 9 settembre, alle ore 18 in via IX febbraio a Valenza, presso lo storico complesso di San Domenico (sede dell’ex scuola elementare Carducci) si terrà l’inaugurazione di una delle sezioni del Mod (Museo dell’Oreficeria Diffuso”. Si tratta di un progetto complessivo che comprende siti fisici e virtuali e che ingloba al suo interno spazi espositivi temporanei e permanenti dislocati per la città  caratterizzati da una continua dinamica, eventi e giornate di studio oltre al sito  HYPERLINK "http://www.archiviorafivalenza.it" www.archiviorafivalenza.it. Tutto ciò consente un’indagine globale sul lavoro orafo che partendo dalla memoria arriva a dialogare con il presente per valorizzare la creatività di centinaia di orafi che  in più di due secoli di storia hanno fatto di Valenza la capitale mondiale della gioielleria.

Nell’area del portico esterno dell’antico edificio è stato ricostruito un laboratorio orafo dei primi del Novecento, grazie al sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, e a breve si aggiungerà ai siti del Mod anche lo spazio di largo Costituzione dove saranno collocate macchine per la lavorazione orafa. L’allestimento dello spazio espositivo in via IX Febbraio è stato possibile grazie all’associazione Amici del Museo dell’Arte Orafa che ha messo a disposizione gli attrezzi, i macchinari e gli oggetti che ha sapientemente raccolto e conservato nel corso degli anni. A questo materiale storico si aggiunge un forziere del XV Secolo appartenuto a una antica famiglia di orafi faentini che Stefano Verità (scomparso a marzo di quest’anno) aveva acquistato per conto dell’Associazione Orafa Valenzana nel periodo in cui ricoprì il ruolo di Presidente (1983-1988) e recentemente concesso in uso al Comune. Per il Museo dell’Oreficeria Diffuso è stato utilizzato anche uno specifico logo identificativo che è stato ripreso, dal grafico Davide Fossati di Nuvole, quello ideato nel 1996 da Ezio Campese per il Museo dell’Oreficeria.

“Ogni produzione di tipo creativo – commenta l’Assessore alla Cultura Costanza Zavanone - è generata da una grande varietà di elementi che confluiscono nell’oggetto finale attraverso percorsi e competenze diverse, che nel mondo contemporaneo sono frutto di specializzazioni in continua evoluzione, un tempo patrimonio del solo artigiano o artista. Per questa ragione un Museo Diffuso può rappresentare al meglio questa pluralità di competenze, essendo in grado di disarticolare quella apparente unità costituita dall’oggetto e rappresentarne la genesi complessa”.

m.c.