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Prelati monferrini (6)
Il cardinale Bernardino Gambera famiglia casalese- Ricerca di A. Timossi
Per il cardinale Bernardino Gambera, partiamo dal suo palazzo in via Mellana con una citazione di Antonella Perin in merito alla nobile residenza: «L'edificio costituisce un "unicum" nel panorama architettonico rinascimentale casalese per i suoi chiari riferimenti all'ambiente culturale della capitale pontificia, in quanto trasposizione del modello del palazzo cardinalizio romano, riconosciuto dall'alto prelato come il tipo di casa che meglio poteva rappresentare il rango sociale raggiunto». Da aggiungere che il Palazzo è meglio conosciuto come Mellana, dal nome del deputato Filippo che vi abitò nell’800 ma una bella lapide con lo stemma dei Gambera non vi starebbe male...
Tornando al nostro cardinale per noi è anche un chiaro esempio di quanto sia difficile comporre biografie di secoli lontani, attingendo a fonti diverse, che hanno notizie talvolta discordanti, segno del copia/consulta di ogni autore rispetto a cronisti precedenti. Forse solo i Vangeli raccontano vicende che concordano, pur avendo ciascun evangelista, anche non testimone diretto, consultato il testo del vicino, e viceversa, ma si da merito anche allo Spirito Santo ispiratore! Dunque ecco a mo' di esempio monsignor Bernardino citato come: Gamberio, Gambario, Gambara, Gamberis, Gamberius, addirittura Gamberia de Benasque....
Nasce nel 1456. “Casalense” lo definisce il De Conti, “casalensis” appare in opere precedenti, “de Casal” è citato in testi francesi di storia della Chiesa; c’è un’ipotesi di nascita a Rosignano, in virtù del titolo che i Gambera ebbero in quel feudo. Inizia gli studi e ben presto comincia a farsi conoscere negli ambienti che contano. Lavora in qualche modo sottotraccia, perché le prime notizie sulla sua attività iniziano con il 1484, quando - è sempre il De Conti ad informarci - già consacrato suddiacono “recossi per le sue domestiche bisogna in Borgogna con lettere commendatizie di Federico re di Sicilia; il duca Carlo di Borgogna preso alla luce de' suoi meriti, lo dichiarò suo famigliare, e nel partirsi da lui, lo raccomandò con lettere spiranti amore a tutti i potentati d'Italia”. C’è una svista: al tempo il re di Sicilia è Ferdinando II d’Aragona. Difficile immaginare da cosa derivi il rapporto con i Gambera. Forse anche dall’amicizia con il potente cardinale Teodoro Paleologo, monferrino con ampie conoscenze a Roma (V. Il Monferrato 3/5/2024).
La raccomandazione, ha buon esito nell’ambiente pontificio. Papa Innocenzo VIII, ancora cardinale Giovanni Battista Cybo aveva “posto un amore singolare in Bernardino Gambera casalense (…) e appena sedette sul soglio pontificio, lo fece protonotario apostolico e suo famigliare cubiculario”. Nel curriculum si aggiungono altre cariche: “perpetuo commendatore di Santa Maria del Tiglieto dell'Ordine cistercense nella diocesi d'Acqui, conte palatino con Lodovico e Francesco suoi fratelli, potestà di creare dottori, notaj pubblici tabellarii, e legittimare bastardi”.
L’impegno romano prosegue intenso negli anni, è sempre presente in primo piano nelle celebrazioni e cerimonie pontificie, come ben documenta il “Liber notarum”, vera e propria dettagliata cronaca quotidiana redatta dal contemporaneo Johann Burchard, vescovo di Orte e Civita Castellana. A Roma non è solo, ma per non smentire le tradizioni dell’antico fenomeno nepotista, ha con se tre nipoti destinati ad una buona carriera religiosa, i fratelli Vasino, Innocenzo e Bernardino juniore. E’ molto attivo nel “maneggiare gl’interessi dei principi stranieri appresso il papa, che moltissimi onori ebbe da essi”; Ferdinando d’Aragona di fatto lo naturalizza come cittadino del suo Regno, da ciò quel “de Benasque” (territorio spagnola nella comunità dell'Aragona) con il quale è talvolta citato.
Onori e cariche sono confermati dal nuovo pontefice Alessandro VI (1492 – 1503), l’aragonese Roderic Liançol de Borja, italianizzato in Rodrigo Borgia, che il 28 aprile 1501 annuncia la nomina del Gambera a vescovo della diocesi francese di Cavaillon. Il 14 novembre dello stesso anno la consacrazione nella cappella Sistina, quindi la presa di possesso. Alle prebende già esistenti, si aggiungono anche alcuni benefici ecclesiastici, nel Casalese Sant’Eusebio di Ottiglio e San Pietro di Giarole. Negli stessi mesi, il suo incarico di diacono a Roma è assunto dal nipote, citato come Bernardino juniore.
“Abbattuto da importuno morbo e da questo rapito” (De Conti), il cardinal Gambera muore il 19 novembre 1506 a Casale. E’ sepolto in cattedrale, cappella Madonna delle Grazie (all’epoca Regina Coeli) da lui fatta erigere. Nel 1510 il nipote curerà la realizzazione di un monumento sepolcrale, opera dall’architetto Michele Sanmicheli (navata destra, ndr), con la semplice epigrafe “Bernardini Gamberiæ Cavulicensis Episcopi Innocentisque et Alexandri Pontificum Cubiculari Ac Subdiaconi ossa”.
aldo timossi 6-continua
In preparazione:
Cardinale Marco Antonio Bobba, vescovo ad Aosta 1557-1575;






