Notizia »

Biblioteche...

La Biblioteca di Via Trevigi è stata il luogo che ho frequentato di più fin dalla mia seconda infanzia e dalla mia prima adolescenza.

Affascinata da quello splendido scalone e dai dipinti che su di esso si aprivano avevo incominciato molto presto ad entrare nella prima grande sala con cui la biblioteca si apriva.

Forse non avevo capito subito che un tempo quella era stata una grande sala da ballo, benché vi si aprissero le brevi balconate per i suonatori dell’orchestra, e la sala fosse così immensa.

Tuttavia, a mano a mano che a scuola, in letteratura, mi si proponeva un autore nuovo, io presi ad andarne a cercare le opere nei ricchi cataloghi che trovavo lì, e a leggerne una gran parte.

Da ragazzina ero notoriamente un po’ timida, e non osavo oltrepassare la porta a destra del salone, da cui spesso arrivavano voci , e anche grida di rimprovero.

Ma gli anni passarono, come fanno sempre, rapidamente, e allora scoprii la presenza del vecchio direttore della Biblioteca, che nel suo studio, al di là della grande stufa in maiolica, impartiva spesso lezioni.

Più tardi, quando frequentai il Ginnasio e poi il Liceo, presi l’abitudine di andare in una sala più piccola, dove, nel primo dopoguerra, si riunivano per studiare e chiacchierare tanti che divennero poi miei amici. Alcuni di loro furono anche persone note.

Era quello una sorta di circolo di noi giovanissimi. Si parlava di filosofia, di letteratura. Chi ne sapeva di più teneva delle specie di conferenze-lezioni ai più giovani.

Quando a scuola, come lavoro particolare, mi assegnarono da leggere Gozzano, benché facessi solo prima, fu Ugo Toscano che a Casale viveva in quegli anni a casa di una zia, e che poi girò tutto il mondo nelle ambasciate divenendo infine lui stesso Ambasciatore, a parlarmene a lungo, perchè allora aveva lui stesso ambizioni letterarie.

Per parlare, e non per leggere, veniva lì un amico che poi diventò un pittore piuttosto noto, e che si chiamava Erminio.

E’ questo il mondo che ha fatto rivivere in me una cronaca della visita, partita dalla Biblioteca Canna di palazzo Langosco, alla vecchia sede di Palazzo Vitta: un mondo fatto di cultura, di amicizie e di affetti sviluppatisi all’ombra dei libri. La si visita come un museo, mentre era per noi la sede della nostra vita di giovani.

Elena Cappellano

PER SAPERNE DI PIU'. Elena Cappellano, ha abitato a Casale fino al conseguimento della maturità, oggi vive e lavora a Torino; grecista e storica di formazione, psicologo, ha insegnato alla famosa sezione B del d’Azeglio) svolgendo contemporaneamente attività professionale. In questo campo il primo lavoro di cui è stata coautrice (“Giovani e Droga”) è stato edito da Liguori nel 1977. Collabora attualmente a giornali e riviste a diffusione cittadina, regionale e nazionale. Profondamente interessata alla psicologia dell’arte, è coautrice dei volumi “Archivi di pietra” (Torino 1988), “Sindone e Sacri Monti” (Torino 1996) e “Arte in Valle di Susa” (Torino 1997).

Citazioni per Il talento, Nella casa d'inverno, Quelli di via del Monte .

NOTA. L'articolo è uscitosul cartaceo di vemerdì 30