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Anneleen Lenaerts a Varengo

Sabato 24 settembre alle 16, secondo appuntamento del 23° festival

Il secondo appuntamento del 23° festival di Armonie in Valcerrina è confermato a Varengo per sabato 24 settembre alle 16.

Siamo nella bella chiesa della frazione di Gabiano dedicata  di Sant’Eusebio, capolavoro barocco del Magnocavalli recentemente restaurata anche all’esterno con la donazione di Angelo Uva. Qui si esibirà la giovane arpista belga Anneleen Lenaerts, solista di ottimo livello le cui interpretazioni sono state definite dalla critica “dal suono caldo e colorato e tempo perfetto, con profonda espressione musicale”. Annalleen ha iniziato a suonare l’arpa a 9 anni, ha frequentato il Conservatorio di Bruxelles diplomandosi con il massimo dei voti ed ha proseguito lo studio di Armonia, Contrappunto e Fuga. Riconoscimenti e premi le sono arrivati già dalle prime esibizioni: ben 17 premi dal 1997 al 2009 in Belgio, Francia, Austria, Ungheria, Spagna, Stati Uniti, Germania con il Grand Prix Internazionale Lily Laskine che è fra i più prestigiosi concorsi per arpa, l’ARD Music Competion di Monaco di Baviera ottenedo anche il premio del pubblico. Inoltre ha vinto il Prix Culturel de la Jeumesse, le è stato concessa una borsa di studio della Fondazione Horlait-Dapsens ed il premio Van Straelen per i suoi risultati al Conservatorio di Bruxelles. Ha suonato come solista nella Salle Gaveau di Parigi, nella Wigmore Hall di Londra e con diverse formazioni Sinfoniche, fra cui le Orchestre da camera polacca, la Filarmonica di Bruxelles, la Nazionale del Belgio, la Filarmonica di Qatar e nel 2010 ha raggiunto il traguardo più importante con la nomina di “Prima arpista della Filarmonica di Viennalla sua”. Ha dato concerti dal vivo per radio Klara, BBC3, Radio France. Recentemente ha ricevuto il premio culturale della provincia di Limburg ed è stata nominata Ambasciatrice Culturale di Peer, sua città natale. Il suo primo CD è del 2008 a cui è seguito quello del 2011 e nel 2014 ha registrato tre dei più importanti concerti per arpa del 20° secolo con musiche di Rodrigo, Gliere e Jongen.

Il concerto verrà aperto dalla Chaconne (Ciaccona), 5° movimento della partita n. 2 in re minore per violino composta da J. S. Bach nel 1720. Il pezzo, molto noto e di grande successo ha avuto diverse trascrizioni strumentali fra cui quella per arpa, particolarmente apprezzata di Skaila Kanga. Seguirà il celebre “Chiaro di luna”, 3° movimento in re bemolle maggiore della “Suite Bergamasque” composta da Debussy all’inizio del ‘900. Il pezzo, di alto livello romantico che ha contribuito in modo decisivo alla fortuna del musicista francese, continua ad essere fra i più eseguiti ed apprezzati. Le opere liriche sono ricche di melodie di piacevole ascolto, adatte a trascrizioni per arpa. Arie famose che non mancano nel Faust in 5 atti di C. Gounot, fra i più importanti musicisti francesi dell’800, di cui verrà eseguita una fantasia per arpa del compositore tedesco A. Abel. Con G. Puccini si arriva a fine ‘800, quando il maestro italiano presentò la Bohème, un’opera che entrò e rimase nel repertorio di tutti i maggiori teatri del mondo. A. Lenaerts ha trascritto una fantasia per arpa che lei stessa eseguirà. Il concerto proseguirà con un altro arrangiamento di Anneleen: “Il canto alla luna” da Usalka, opera lirica fiabesca in tre atti in cui si avvertono echi di canzoni popolari boeme di A. Dvorak, il compositore ceco autore della celebre sinfonia “Dal nuovo mondo”. Il pomeriggio musicale, si concluderà con l’arrangiamento di Tmecek della “Moldava” di Smetana, poema sinfonico del 1874 che rivive lo scorrere del fiume omonimo dalla sorgente, integrato da visioni di paesaggi e scene che si svolgono sulle rive, fra cui una festa popolare, un matrimonio, la caccia nel bosco, danze delle ninfe al chiaro di luna, le rapide di San Giovanni, l’ingresso finale del fiume a Praga. La musica è serena, di facile ascolto e particolarmente adatta a trascrizione per arpa.

Il ciclo prosegue sabato 8 ottobre alle 16 con un concerto in Sant’Agata di Pontestura, al pianoforte Leonora Armellina.

Mario Giunipero