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Art Nouveau Week 2026

Tocca anche Casale: lega il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi alle facciate delle case Liberty e al Mercato Pavia

 

 

C’è un Piemonte Liberty che non si esaurisce nella grande immagine di Torino, pur essendo Torino una delle capitali italiane dell’Art Nouveau. È un Piemonte più vasto, fatto di terme, laghi, città industriali, borghi colti, villaggi operai, cimiteri monumentali, case da reddito, ville borghesi, ferri battuti, vetrate, cemento decorativo e facciate che ancora conservano il desiderio di modernità del primo Novecento. Dall’8 al 14 luglio 2026, Art Nouveau Week porta nella regione una settimana di percorsi, visite guidate, grandi tour e attività di disegno dal vero, dentro il festival internazionale promosso dall’associazione Italia Liberty e curato dal professor Andrea Speziali. Il programma coinvolge Acqui Terme, Alba, Alessandria, Arona, Asti, Baveno, Biella, Bra, Caraglio, Casale Monferrato, Collegno, Cuneo, Novara, Novi Ligure, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, Stresa, Torino, Trivero, Verbania e Vercelli, costruendo una delle mappe più articolate del Liberty italiano.

A rafforzare il valore simbolico dell’edizione 2026 c’è anche il francobollo celebrativo “L’Art Nouveau in Italia”, prodotto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”. Si tratta della prima emissione nella storia postale italiana dedicata all’Art Nouveau, un riconoscimento istituzionale che celebra la stagione Liberty come parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il bozzetto del francobollo è stato realizzato dall’artista Andrea Speziali, curatore del festival e presidente dell’associazione Italia Liberty.

Il Piemonte dell’Art Nouveau Week è una regione plurale. Da una parte c’è Torino, città-laboratorio dove Pietro Fenoglio e altri progettisti trasformarono quartieri borghesi, popolari e industriali in un atlante dello stile nuovo. Dall’altra ci sono le località termali e lacustri, da Acqui Terme a Stresa, da Verbania a Baveno e Arona, dove la Belle Époque si intreccia con la villeggiatura, gli alberghi, le passeggiate e l’acqua. Poi ci sono le città della produzione e della borghesia attiva, come Biella, Trivero, Alessandria, Novara, Casale Monferrato, Bra, Vercelli, Alba, Asti e Cuneo, dove il Liberty diventa linguaggio della modernità civile e imprenditoriale.

Il programma si inserisce anche nel grande tour “Il filo dorato del Liberty. Città, mare e cielo d’inizio Novecento”, previsto tra Italia e Francia da giovedì 9 a lunedì 13 luglio. È un titolo che, pur richiamando il mare come tema generale dell’edizione 2026, in Piemonte assume un valore diverso: il filo dorato passa attraverso laghi, terme, industrie, quartieri urbani e paesaggi collinari, raccontando come l’Art Nouveau sia stata una rete europea di forme, idee e aspirazioni.

Il primo appuntamento è mercoledì 8 luglio ad Acqui Terme, alle 17, con “Passeggiando sulle ali del Liberty piemontese”. La passeggiata si concentra lungo Corso Bagni, luogo simbolico di una città termale che tra fine Ottocento e primo Novecento visse una stagione di progresso, villeggiatura e nuove mode borghesi. Davanti agli edifici di Corso Bagni 55 e 74, lo sguardo viene guidato verso linee morbide, motivi floreali, balconi in ferro battuto, cornici modanate e dettagli ornamentali. Acqui Terme diventa così il primo capitolo di un racconto in cui il Liberty non è solo decorazione, ma immagine di una città che voleva apparire aggiornata, elegante, europea.

Sempre l’8 luglio, Collegno propone alle 10 “Uno stile chiamato Leumann. Dalla chiesa al villaggio”. Qui il festival entra in uno dei luoghi più significativi del Liberty sociale piemontese: il Villaggio Leumann, costruito tra il 1903 e il 1907 come città ideale del lavoro e del benessere condiviso. Case, servizi, dettagli decorativi, villini e la Chiesa di Santa Elisabetta raccontano un’idea di modernità che non riguarda soltanto le facciate, ma la vita quotidiana di una comunità. Il nome di Pietro Fenoglio, protagonista assoluto del Liberty torinese, firma idealmente questo itinerario, dove l’architettura diventa emozione, racconto e progetto sociale.

Lo stesso giorno Novara apre il suo doppio capitolo Liberty con “Le ville novaresi dell’Art Nouveau in Italia”, alle 17. Il percorso attraversa Casa Fiorentini, edificata tra il 1907 e il 1910 su progetto di Giuseppe Passerini, Casa Bottacchi, con le sue decorazioni in cotto provenienti dall’omonima fornace, e Villa Capel Badino, in via Rosmini, dove l’eleganza dello stile si declina nella dimensione della villa urbana. Novara viene raccontata come città in trasformazione, dove professionisti, commercianti e imprenditori scelsero l’architettura come specchio del proprio status e della fiducia nel futuro.

Sempre mercoledì, Torino entra nel vivo con “Liberty a Torino, la Crocetta”, alle 17. L’itinerario attraversa il quartiere alto borghese della Crocetta, nato come area agricola e popolare e poi trasformato in un elegante tessuto residenziale. Tra Casa Maffei, Casa Besozzi, le palazzine di corso Montevecchio e corso Vittorio Emanuele, le case cooperative, l’edilizia popolare e i primi complessi firmati da Fenoglio e Vicarj, la visita mostra un aspetto fondamentale del Liberty torinese: la sua capacità di permeare tanto le architetture borghesi quanto quelle sociali, tanto le case da reddito quanto i servizi pubblici.

Giovedì 9 luglio la geografia si allarga. Alessandria, alle 17, ospita “Il Liberty anonimo: una passeggiata tra eleganza e modernità”, un itinerario che parte da Palazzo Cavallotti e attraversa palazzine, case Liberty e luoghi legati alla vita culturale della città, fino al Cinema Moderno. Qui il Liberty assume il carattere della scoperta: non sempre monumentale, non sempre firmato, ma presente nei dettagli, nelle geometrie, nei motivi decorativi disseminati nel tessuto urbano.

A Casale Monferrato, alle 10, “Anonimo modernismo. Il Liberty dal museo alle case rurali” lega il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi alle facciate delle case Liberty e al Mercato Giuseppe Pavia del 1907, dove ferro e vetro diventano immagine della città moderna. È un itinerario che mette insieme arte, architettura e vita quotidiana, mostrando come il Liberty sia stato anche un linguaggio funzionale, capace di entrare nei luoghi del commercio e della socialità.

Novara torna protagonista alle 17 con “L’Art Nouveau nel cuore di Novara”, percorso dedicato a Casa Ugazio Quaroni, Casa Pigna, Casa Zegna, Cinema Vittoria e Casa Mariggi, definita per la sua forma come una sorta di “fetta di polenta” novarese. La visita restituisce una città dove il Liberty dialoga con la cultura dello spettacolo, con la vita commerciale, con la borghesia cittadina e con le influenze viennesi, piemontesi ed europee.

Sempre giovedì, Stresa offre alle 17 “L’eterno Art Nouveau e il tempo della Belle Époque”. Il percorso parte dall’Hotel Regina Palace, inaugurato nel 1908 davanti alle Isole Borromee, e attraversa Casa Galli, Villa Teresita, l’edicola della stazione e Villa Lamberti. Qui il Liberty è mondanità lacustre: cupole, decorazioni, sale sontuose, collegamenti ferroviari, turismo internazionale, caffè, concerti, concorsi ippici, abiti chiari e cappelli ampi. Stresa appare come un salotto cosmopolita affacciato sul Lago Maggiore, dove la modernità arriva con la ferrovia, la villeggiatura e la fiducia nel progresso.

Torino, nello stesso giorno, propone due percorsi complementari. Alle 9.30 “Un Liberty monumentale: itinerario al Cimitero di Torino” porta il pubblico nel Cimitero Monumentale, museo a cielo aperto di scultura, bronzi, mosaici e architetture funerarie. Tra Biscarra, Bistolfi, Calandra, Canonica, Orsolini, Reduzzi, Rubino, Casanova, Ceppi, Frapolli e Velati Bellini, il Liberty assume la forma della memoria eterna, scelta da famiglie industriali e committenti borghesi per raccontare il dolore, il prestigio e la continuità. Alle 17, “Liberty inedito. Aurora, sulle tracce di Pietro Fenoglio” conduce invece nel quartiere operaio di Aurora, tra case da reddito, fabbriche, officine, edilizia popolare e prime sperimentazioni in calcestruzzo armato, rivelando una Torino meno turistica ma essenziale per comprendere il rapporto tra Art Nouveau e industria.

Sempre il 9 luglio, Trivero ospita alle 9 “Quando l’Art Nouveau affascinò la committenza urbana”, attorno alla Palazzina Liberty di via Roma 23. Il percorso racconta una comunità tessile che, all’inizio del Novecento, seppe trasformare il gusto floreale in segno di progresso e distinzione sociale. Qui il Liberty è legato al lavoro, alla manifattura, all’industria e a una borghesia capace di usare la bellezza come forma di rappresentazione civile.

Venerdì 10 luglio il racconto si sposta ad Alba, con “Il Liberty nascosto”, alle 17. La città viene letta attraverso case e palazzi come Casa Revello, il palazzetto di via Belli, la casa di via Giraudi, la casa di piazzetta Pietro Micca, Casa Varaldi, Casa Bergui e l’edificio della rimessa delle autocorriere. L’elemento più interessante è il legame con Pietro Fenoglio e con progettisti locali come Giuseppe Chiapponi e Giuseppe Barbero, che trasformano Alba in un laboratorio discreto ma raffinato di sperimentazione architettonica.

A Asti, alle 10, “Il fascino discreto del Liberty astigiano” parte dalla Fontana dell’Acquedotto di Cantarana del 1908, impreziosita da Materno Giribaldi, per raggiungere il Cimitero di Asti, dove emergono le opere di Leonardo Bistolfi e dello stesso Giribaldi. Il percorso prosegue tra residenze civili, Palazzo Gastaldi, la Pinacoteca Civica e palazzi Liberty lungo corso Vittorio Alfieri. Asti appare come una città che interpreta l’Art Nouveau con misura, unendo architettura, scultura e memoria.

A Biella, alle 9, “Liberty. Testimonianze felici della borghesia di primo Novecento” racconta il volto moderno di una città legata all’industria tessile. Il percorso attraversa Casa Foscale, Casa Ripa, la Casa Liberty di via Italia e l’Albergo dell’Angelo, mostrando un paesaggio urbano di facciate fiorite, torri angolari, porticati, ferri battuti e decorazioni fitomorfe. È il Liberty della borghesia imprenditoriale, dinamica e aggiornata, che affida alla casa, all’albergo e alla strada il segno della propria modernità.

Torino, venerdì 10, offre ancora due capitoli. Alle 9.30 “Fioritura Liberty. Cit Turin a nord di corso Francia” porta nel quartiere simbolo dell’Art Nouveau torinese, attorno a Casa Fenoglio-La Fleur e alle architetture nate sulla scia dell’Esposizione internazionale di arte decorativa moderna del 1902. Alle 17 “Liberty sconosciuto. Barriera di Milano” entra invece nel quartiere operaio, tra corso Vercelli, via Martorelli, edifici residenziali, quartieri IACP e la scuola Aristide Gabelli, per mostrare come anche l’edilizia popolare e municipale sia stata attraversata dal gusto dello stile nuovo.

Sempre venerdì, Verbania Pallanza propone alle 9 “Modernismo. Ville e palazzi testimoni della Belle Époque”. La passeggiata parte dal lungolago e tocca Villa Giulia, ex Kursaal, Villa Rusconi Clerici e altre ville moderniste, collegando motivi floreali, materiali, tecniche ornamentali, vita di villeggiatura, hotel di lusso e trasformazioni sociali tra Pallanza e Intra. Il Lago Maggiore diventa così una scena della Belle Époque, dove il Liberty si misura con la luce, i viali e la memoria turistica.

Sabato 11 luglio il festival raggiunge Baveno, alle 17, con “Eleganza e modernità in riva al Lago Maggiore”. La visita racconta il lago come palcoscenico privilegiato dell’Art Nouveau, tra turismo, granito, tecnologie, mode e architetture che uniscono cemento, vetro, ferro e tradizioni artigianali locali. È un percorso più atmosferico che monumentale, pensato per restituire l’idea di una località lacustre entrata nella modernità attraverso la villeggiatura e il decoro.

A Cuneo, alle 16, “Nel cuore dell’architettura Liberty” parte dal Monumento ai Caduti sul Lungogesso, realizzato nel 1922 da Giovanni Battista Alloati, e prosegue lungo viale degli Angeli, tra palazzine Liberty, ferri battuti, facciate narrative e decorazioni floreali. La città viene riletta attraverso il rapporto tra memoria civile, residenza borghese e qualità urbana, con particolare attenzione alla Palazzina Galliano del 1912 e agli edifici che segnano il passaggio verso una Cuneo moderna.

Torino, sabato, offre due momenti. Alle 7 “All’alba di un nuovo stile” torna alla Crocetta nel silenzio della città che si sveglia, trasformando l’itinerario architettonico in esperienza quasi contemplativa. Alle 17 “Cit Turin. Il Liberty a sud di corso Francia” completa il racconto del quartiere simbolo, mostrando l’altro versante di quella geografia di case, villini, palazzine e dettagli decorativi che ha reso Torino una delle capitali europee del Liberty.

Domenica 12 luglio Arona, alle 17, propone “Alla riva dell’Art Nouveau”, una breve passeggiata sul Lago Maggiore che prende avvio dal lungolago e dalla sede della Navigazione Laghi, con riferimento allo storico piroscafo Piemonte del 1904, definito nel programma come gioiello in stile Liberty del lago. Il percorso prosegue verso corso della Repubblica e Palazzo Liberty, costruito nei primi anni del Novecento: un edificio che, con linee morbide e motivi naturali, racconta il desiderio di rinnovamento delle città lacustri.

A Cuneo, alle 10, “Bistolfi e il cimitero monumentale. Espressioni Liberty immortali” porta dentro il cimitero cittadino, tra tombe e monumenti dove la sensibilità simbolista di Leonardo Bistolfi trasforma il tema della memoria in scultura, gesto, silenzio e contemplazione. Il cimitero diventa un museo a cielo aperto, dove l’Art Nouveau non celebra la vita mondana, ma il sentimento, il dolore e la permanenza.

Torino, domenica, continua il proprio racconto con due visite: alle 9.30 “Modernismo torinese: Barriera di Milano”, dedicata ancora alla dimensione popolare e industriale dello stile, e alle 17 “L’esplosione del Liberty: Cit Turin a nord di corso Francia”, che parte da Villa Rey e Villa La Fleur per entrare nel cuore delle opere di Fenoglio, Gribodo, Saccarelli, Bonicelli e degli altri protagonisti di quella stagione. Qui il Liberty torinese appare in tutta la sua complessità: estetico, tecnico, sociale, immobiliare, filantropico.

Lunedì 13 luglio il programma raggiunge Bra con “Tracce di Liberty nella città barocca”, alle 17. La visita parte dal monumento a San Giuseppe Benedetto Cottolengo, realizzato nel 1900 da Celestino Fumagalli, e prosegue tra case Liberty, decorazioni floreali, ferri battuti, ex Mattatoio comunale e Conceria La Novella. È il racconto di una città barocca che, senza perdere la propria identità storica, ha accolto tracce di modernità produttiva e ornamentale.

A Caraglio, alle 9, “Angoli Art Nouveau. La luce della bellezza, la forza del nuovo stile” conduce dal Grande Albergo del Gallo a Villa Vacchetta, progettata nel 1910, con volumi articolati, vetrate floreali, ferri battuti e un dialogo continuo con il verde. È uno degli appuntamenti più intimi del programma: un piccolo centro che rivela, in pochi luoghi, la forza poetica del Liberty cuneese.

Torino torna alle 17 con “Modernismo. Sulle tracce di Pietro Fenoglio”, un itinerario che conferma la centralità dell’architetto nel racconto piemontese. Fenoglio non è soltanto un nome da manuale: è la chiave per leggere la Torino che passa da capitale amministrativa a capitale industriale, da città sabauda a laboratorio europeo di nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi modi di abitare.

Martedì 14 luglio San Giorgio Canavese ospita alle 17 “Il mito del linguaggio segreto nella geometria del Liberty”. Il percorso prende avvio da Villa Roletti, costruita nel 1914 su progetto di Antonio Roletti, e racconta la diffusione del gusto Liberty anche nei centri piemontesi fuori dai grandi capoluoghi. Qui il nuovo stile si presenta come linguaggio floreale, simbolico e geometrico, capace di unire artigianato, architettura e desiderio di distinzione.

Nello stesso giorno Torino chiude con due itinerari: alle 9.30 “L’altro Liberty. Volto e anima del silenzio”, ancora al Cimitero Monumentale, dove statue, bronzi, mosaici e cappelle familiari raccontano il rapporto tra borghesia industriale e memoria; alle 17 “Alla ricerca della bellezza. Il Liberty a sud di corso Francia”, che completa idealmente la settimana torinese tra Cit Turin e le architetture residenziali nate all’ombra dello stile nuovo.

A Vercelli, alle 17, “Il Liberty a Vercelli: architettura e decorazione per il rinnovamento della città” parte dall’Istituto Tecnico Camillo Cavour e attraversa il cuore urbano alla ricerca di linee sinuose, ferri battuti, motivi vegetali, litocementi e decorazioni pittoriche. Anche qui il Liberty diventa una lente per leggere il rinnovamento della città di provincia all’inizio del Novecento, quando l’architettura cercava di fondere estetica, funzione e vita quotidiana.

Accanto alle visite guidate, il Piemonte dedica grande spazio a “Visioni Art Nouveau nel disegno dal vero”, attività collettive di sketching en plein air. Si disegna a Torino davanti a Villa Javelli, Villino Kind, Villa Crimea, alla Scuola Vittorio Alfieri e al Portone del Melograno; a Novara davanti al Cinema Vittoria, Casa Fiorentini e Casa Zegna; ancora a Torino con gli Urban Sketchers nel quartiere Cit Turin, davanti a Casa Fenoglio-La Fleur e alle palazzine liberty; poi a Collegno davanti al Villaggio Leumann, a Biella davanti all’Albergo dell’Angelo, Casa Ripa e Casa Foscale, a Cuneo tra Palazzina Galliano, Villetta del Sole, Monumento ai Caduti e viale degli Angeli. Il disegno dal vero diventa così una forma di conoscenza: fermarsi davanti a una facciata, studiarla, interpretarla, restituirla su carta significa riconoscere ciò che spesso sfugge allo sguardo quotidiano.

Il Piemonte entra così nell’Art Nouveau Week 2026 come una regione-mondo. Torino racconta la grande stagione di Fenoglio, della Crocetta, di Cit Turin, di Aurora, Barriera di Milano e del Cimitero Monumentale. Acqui Terme e Stresa raccontano il Liberty delle acque, del turismo e della villeggiatura. Collegno mostra la dimensione sociale del villaggio ideale. Novara restituisce il volto urbano di case, cinema e ville. Biella e Trivero parlano di industria tessile e borghesia produttiva. Alba, Asti, Bra, Caraglio, Cuneo, Alessandria, Casale Monferrato, Baveno, Arona, Verbania, San Giorgio Canavese e Vercelli dimostrano che il Liberty piemontese non è un fenomeno concentrato, ma diffuso, capillare, spesso discreto e proprio per questo prezioso.

In questa prospettiva, Art Nouveau Week non è soltanto un calendario di appuntamenti, ma un invito a guardare il Piemonte come una grande trama di modernità. Dietro una villa, una scala elicoidale, un portone, una cappella funeraria, una fabbrica, una palazzina operaia, un albergo termale o un edificio scolastico si riconosce la storia di una regione che, all’inizio del Novecento, cercava il futuro attraverso la bellezza.