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Monferrato Classic Festival

Ottiglio, domenica 11 settembre alle ore 17,30, il pianista toscano Mancini

 Quando si parla di Robert Schumann non si può non associare al suo nome l immagine di un musicista eclettico e misterioso , la sua geniale mente era attraversata da costanti turbe che lo portarono a danneggiarsi le mani a causa di uno strano e micidiale attrezzo che sarebbe dovuto servire ad allargare ulteriormente lo spazio tra le dita. Eppure nella storia della musica il suo nome è simbolo della più alta manifestazione del romanticismo tedesco, le sue opere sono state frutto di un acuto talento e sono state fonte di alta ispirazione per molti altri compositori.

In occasione del secondo appuntamento MCF (Monferrato Classic Festival) ad Ottiglio, domenica 11 settembre alle ore 17,30, avremo modo di ascoltare uno degli ultimi capolavori del maestro interpretato dal giovane pianista toscano Edoardo Mancini.

I “Gesange der Fruhe” op 133 nascono dopo numerose letture del compositore di poetiche di Hoffmann che esercitarono una influenza profonda sulla vibrante sensibilità di Schumann. Nel 1853 ecco l'op 133, totalmente pervasa da introspezione psicologica e da idealismo romantico. I “Canti del mattino” sono cinque brani che traducono in musica le emozioni schumanniane dell’alba e del risveglio della natura al sorgere della luce del giorno. Traspare vivo il concetto romantico della natura, consolatrice degli affanni e delle tribolazioni dell’uomo. Edoardo Mancini è profondo interprete e appassionato virtuoso, vincitore di numerosi premi e già concertista raffinato. Proporrà, dopo Schumann, la Sonata n. 32 in si minore Hob:XVI:32 di J. Haydn, anche questa opera matura che contiene componenti retrospettive e impulsi tematici di disarmante spontaneità.La Sonata lascia presagire la tipologia dei quartetti e delle sinfonie haydniane, con una elaborazione formale di livello molto alto. Il concerto, che si svolgerà presso il rinnovato Auditorium Piccio, si concluderà con la Sonata-Fantasía n. 2 op. 19 di Alexander Scriabine e si passerà all’ascolto di un linguaggio ormai tardoromantico dove la sperimentazione del suono trova la collocazione sull unione di simbolismo e spiritualità.La Sonata si staglia in soli due movimenti, Andante e Presto. Anche qui appare la maggiore libertà formale, difatti la composizione prende il nome di Sonate-Fantasie che, lontanamente, ricorda il “Chiaro di luna” beethovenian. "La prima sezione rappresenta la calma della notte su una spiaggia del sud; lo sviluppo è la buia agitazione del mare profondissimo. Il mi maggiore della sezione centrale evoca il chiaro di luna che appare, simile a una carezza, dopo il primo buio della notte. Il secondo tempo rappresenta l'ampia distesa dell'oceano agitato dopo una tempesta". (A.Scriabine)