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La devozione a San Gottardo
L'antica chiesa di Camino
Un viaggio nel tempo tra culto, architettura, arte e società, per ritrovare origini e ricostruire la storia dell’antica chiesa di San Gottardo (XIII sec.) in quel di Camino è stata la proposta culturale illustrata sabato scorso in paese in occasione dei festeggiamenti della ricorrenza religiosa. Ad esporre i risultati della ricerca-studio è stata l’esperta in storia dell’arte, lettere e filosofia Roberta Sartor.
La chiesa, riconosciuta Monumento Nazionale nel 1911, conserva al suo interno importanti opere d’arte e ha mantenuto nel tempo la devozione al San Gottardo, vescovo di Hildesheim in Germania, i cui discepoli raggiunsero il nord Italia, lasciando la Baviera, dopo l’anno Mille. Sono poche e incerte le notizie sulle origini della chiesa; dalle fonti si è tuttavia scoperto che si trattava di un raro esempio di chiesa a doppia navata. “Sulla parete esterna si vedono i grandi archi tamponati che immettevano nella navata di sinistra” ha osservato la studiosa aggiungendo, ”inoltre emerge dalla muratura il capitello che divide le campane. Per motivi di sicurezza la seconda navata venne chiusa per lasciare, in seguito, posto alla costruzione del campanile (XVIII sec.)”. E’ del XVIII secolo anche l’altare maggiore, mentre la pala incassata nel muro rappresenta che il Santo in gloria che ascende al cielo
Venne donata dai marchesi Scarampi nel 1870. Gli affreschi più antichi della chiesa sono invece conservati nel coro. Tra questi: la Madonna del latte (XV sec.), Santa e Santo Vescovo (1420-30) di pittore ignoto, Santa Radegonda (1478) pittore novarese e Santo e devota in ginocchio. E’ invece dedicato al Martirio di Sant’Orsola l’altare, mentre l’affresco del maestro spanzottiano dedicato alla Madonna col Bambino, San Sebastiano e San Lorenzo è del 1510-20 circa. “Trattasi di una palese derivazione dal trittico nella cappella di Santa Margherita a Crea” ha sottolineato la Sartor. “Nell’affresco, oltre alle influenze stilistiche di Spanzotti, si notano anche un gusto ancora tardogotico, oltre ad alcune imprecisioni nella resa prospettica”. Venendo all’affresco di Cristo alla colonna con la Confraternita e i Santi Protettori, Madonna con il Bambino e San Giovannino e Tondi con gli Evangelisti, questi risultano attribuiti al pittore trinese Ottaviano Cane (1535-40). Di grande interesse e ammirazione i capitelli e le decorazioni scultoree presenti, databili alla seconda metà del XIII secolo, come i peducci delle volte. “Sono decorati a crochets, proponendo motivi naturalistici realizzati con grande finezza. Il capitello orientale è il più interessante; reca i simboli di un sigillo equestre di Ludovico d’Acaja del 1417 che, non essendo collegato a Camino, presenta un piccolo mistero”. Altro elemento ignoto è lo stemma del capitello che si vede all’esterno in corrispondenza dell’arco tamponato. Si intuisce la forma di un albero, forse una quercia. Queste e altre informazioni sulla storica chiesa sono conservate nel documento prodotto dalla studiosa e disponibile per la consultazione da parte della comunità caminese. Il pomeriggio è stato organizzato dalla Confraternita di San Gottardo, la cui presenza è documentata già nel XVI secolo, così come emerge dai documenti della visita Apostolica di Carlo Montiglio (anno 1584), in cui si parla della Confraternita dei Disciplinanti presso l’Oratorio di San Gottardo, per poi venire canonicamente costituita nel 1650 dal Vescovo di Casale.
In paese la devozione del Santo, che fu vescovo benedettino della diocesi di Hildesheim, pare sia ascrivibile ai Marchesi Scarampi che, originari di Asti, furono sensibili al culto di San Gottardo, portato nell’astigiano da un suo discepolo. Il significato preciso del nome Gottardo deriva dal tedesco Goth=Dio, Hard=Il forte ovvero: Il forte di Dio, colui che ha la protezione di Dio. Dal culto alla devozione, l’attuale salubrità del medioevale edificio, la si deve alle integrali opere di restauro realizzate alla fine degli anni ’90 del secolo scorso per iniziativa della famiglia Piazza di Trino. Oggi la Confraternita si propone di mantenere viva la devozione al Santo, di curare la tutela e la manutenzione dell’edificio di culto, valorizzandolo quale occasione occasioni di studio nonché sede di eventi musicali, letterari, religiosi e culturali.
Chiara Cane






