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Incontro con Suor Smerilli

Al Centro Salesiano del Valentino

Il Centro Salesiano del Valentino ha ospitato lunedì l’importante incontro con Suor Alessandra Smerilli su “Precarietà, ingiustizie, squilibri. La Chiesa si fa voce dei giovani”, organizzato dalla Pastorale Scolastica e Giovanile nell’ambito di Cantiere Speranza. Esperta di problematiche giovanili, è stata invitata a Casale in qualità di protagonista del Sinodo dei Giovani, su cui si gioca, come ha detto in apertura Riccardo Calvo, la credibilità e il futuro della Chiesa e della società.  Figlia di Maria Ausiliatrice, docente di Economia Politica alla Pontificia Università Salesiana di Roma, giornalista e scrittrice con molte pubblicazioni all’ attivo, è stata presentata da don Marco Durando, direttore dell’Opera Salesiana cittadina, che ne ha ricordato il “sogno” di una chiesa profetica, trasparente e credibile in economia.

Nell’appassionato intervento, valorizzato dalla proiezione di diapositive, Suor Alessandra Smerilli ha ripercorso il cammino del Sinodo, istituito dal Concilio Vaticano II e aperto, per volontà di papa Francesco, alla partecipazione dei giovani alle discussioni dei padri sinodali. Si è poi soffermata sul precariato, sull’emigrazione all’estero, sulle trasformazioni del lavoro nei prossimi anni, sul divario di genere e, soprattutto, sulle nuove povertà, per la prima volta più alte nella fascia giovanile che in quella degli anziani. A partire dalla frattura tra la Chiesa e la generazione giovanile, privata di un futuro e del patto di ascolto, il puntuale commento del documento finale del Sinodo, ha fatto emergere altri temi importanti, tra cui i diversi tipi di abuso, la scarsa presenza femminile nel Chiesa, il mistero della vocazione nel rispetto della libertà di scelta e l’urgenza di una “sinodalità”, intesa come un cammino comune. In conclusione, Riccardo Calvo ha rilevato la presenza di tanta parte della pedagogia salesiana nel documento ecclesiale, e il vescovo, mons. Gianni Sacchi, ha invitato tutti a riflettere attentamente sul documento finale del Sinodo dei Giovani, senza paura di confrontarci con loro in anni grandi cambiamenti.

Dionigi Roggero