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Il ritorno di Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo”

Le pale d'altare di Borgo recuperate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

 Ai lati dell’altare, nella luminosa cappella del Seminario, le star erano loro: due importanti pale d’altare di Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo”, recuperate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino pronte ad essere restituite alla Diocesi di Casale. Una cerimonia avvenuta giovedì che esalta sia il lavoro svolto sia l’importanza della tutela in un paese, tra l’altro, dove il settanta per cento delle opere d’arte sono beni ecclesiastici, come sottolineato dal vescovo Gianni Sacchi e dal responsabile diocesano arch. Raffaella Rolfo. 

Molto articolato l’intervento del Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Torino ten. col. Silvio Mele (presente anche il ten. Piero Pasquino, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casale). 

I quadri sono la “Madonna del Rosario” e l’”Annunciazione” rubati il 22 novembre del 1996 nella sagrestia della parrocchiale di Borgo San Martino (erano a terra, appena tornati dal restauro) e recuperati lo scorso anno a Valenza in una soffitta da un privato che le aveva scoperte nel corso di una ristrutturazione di un immobile appena acquistato. Impossibile risalire oltre alla provenienza delle opere.  

Sono capolavori di grande importanza, commissionati dalle relative confraternite. In ogni caso, ha sottolineato il col. Mele, la loro collocazione sul mercato legale, sarebbe stata impraticabile grazie alla pubblicazione delle opere nei bollettini di ricerca e l’inserimento delle fotografie sul sito istituzionale tpcweb.carabinieri.it. Infatti, il Comando TPC ha da tempo elaborato una specifica applicazione -ti arriva sullo smartphone, ne abbiamo avuto un esempio in Seminario.....

l.a.

ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALE DI MARTEDI'

Foto Luigi Angelino