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Sabato 23 febbraio alle ore 15.30 presentazione libraria

Montemagno: la Grande Guerra nelle lettere di un giovane al fronte

La Grande Guerra nelle lettere di un giovane al fronte. Sabato 23 febbraio alle ore 15.30 vi sarà la presentazione del libro "Ventitreenne sull’Adamello, 1915-1918, Carlo Scotti, milite non più ignoto" edito da CEO (Cooperativa Editoriale Oltrepò di Voghera), presso la Casa sul Portone, in vicolo Primo a Montemagno. L’incontro, organizzato dal Comune in collaborazione con l’associazione Mac (Monferrato Arte e cultura) di Montemagno, il Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato" di Alessandria e il Centro di Studi Preistorici e Archeologici di Varese, vedrà la partecipazione del sindaco Claudio Gotta, e sarà presentato da Vittorio Biondi, generale di brigata, da Pierluigi Piano, già direttore dell’archivio di Stato di Varese e dall’autore Carlo Scotti. A distanza di 100 anni dalla morte sull’Adamello, il nipote omonimo Carlo Scotti, classe 1938, racconta nel libro la storia dello zio, originario di Voghera, attraverso le duecento lettere “pervenute insieme ai suoi resti, raccolte in una cassetta e diligentemente custodite dalla famiglia”. 

Una corrispondenza interessante che parla della Prima Guerra Mondiale, ma offre uno spaccato importante sul cosiddetto fronte interno, cioè le conseguenze indirette che il conflitto bellico ha provocato alle famiglie dei soldati al fronte. “Un problema grandissimo che ha coinvolto anche il nostro Monferrato – spiega Paolo Rosso, presidente Mac e tra gli organizzatori della presentazione – portando alla povertà e alla fame moltissime persone”. Chi coltivava i campi se la forza lavoro era arruolata? “Prima della guerra la famiglia era benestante – spiega Scotti - e viveva di agricoltura grazie alle braccia degli uomini validi. Ma la guerra chiama lo zio e in successione altri tre suoi fratelli. In casa rimangono quattro donne e gli anziani genitori. L’azienda agricola non regge e la famiglia dopo 3 anni di guerra è alla fame”. Ecco dunque nelle duecento lettere di Scotti giunte fino a noi la preoccupazione per la famiglia e la descrizione del “drammatico evolversi della guerra, vista attraverso gli affetti famigliari oltraggiati dalla violenza bellica ma ogni giorno più saldi”, conclude Scotti.

Alessandro Anselmo