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Viaggio d'autore

Alla parrocchiale di Rosignano

Ecco la parte iniziale e finale del prossimo Viaggio d'autore, in cartaceo un secondo articolo dedicato alla Madonna dell'Assalto.

 

La tappa di oggi tocca la quattrocentesca parrocchiale di Rosignano Monferrato, ci viene aperta da Orestina Negri Carretto su mandato del parroco don Oscar Comba (che abita a San Giorgio).

 La chiesa, costruita accanto al monastero dei Carmelitani Scalzi e dedicata a S. Maria del Carmine, venne consacrata dal vescovo di Casale, mons. Bernardino Tibaldeschi nel maggio 1507, «al tempo del Priorato di Fra Cristoforo da Rosignano». 

Soppresso il convento nell’aprile 1653, la chiesa parrocchiale ebbe il titolo di S. Vittore martire. 

Subì diversi restauri nel Settecento, ma soprattutto nel secolo successivo per opera dell’architetto vercellese Edoardo Arborio Mella, direttore dei lavori all’interno della chiesa ridotta «al primitivo disegno gotico». 

Curiosità: sul muro laterale all’entrata della parrocchiale ecco una storia minima e un ricordo delle attività della zona realizzata recentemente su piastrelle dagli studenti delle elementari della zona (Madonna dell’Assalto a firma Giacomo, poi panchinone, infernot, tartufi, lo studio Morbelli, Mandoletta, pietra da cantoni, torre civica, arco di Castagnoni...)

La facciata in cotto e in pietra da cantoni fu rifatta nei primi anni del Novecento su disegno dell’ing. Giuseppe Alzona, originario di Villanova Monferrato. 

Osserviamo con una certa fatica (avrebbero bisogno di restauro)  quattro sfondati  coi santi patronali a ricordo delle chiese di San Martino, Roncaglia, Berroni e Stevani, le frazioni di Rosignano. 

Entriamo: le decorazioni furono realizzate dai fratelli Aceto, da Luigi Morgari (non ne troviamo firme), da Baroni e dai fratelli Ponsetti. 

Inserita nel 1911 tra gli edifici monumentali nazionali, negli anni Ottanta e Novanta ebbe danni  al tetto per una tromba d’aria, al campanile e dai fulmini. Ancora: un ultimo temporale ha tranciato a metà, lo scorso anno, la vetrata che raffigurava Sant’Evasio, si è salvata, ed è molto bella, quella della Madonna di Crea.

Da segnalare l’ottocentesco coro ligneo dietro l’altar maggiore e la balaustrata in marmo di Paolo Bottinelli. 

In una cappella laterale (a destra, entrando) la statua lignea della «Madonna dell’Assalto» .....  

Nel 1960 l’ottocentesco organo di Pietro Barchietti del 1867 è stato sostituito da uno strumento moderno, che ci dicono, è tutto da risistemare.

Da restaurare anche i due quadri che troviamo in sacrestia: una «Assunta» (moncalvesca) e una «Madonna del Carmine».

l.a.- d.r.

Ultimo pubblicato: Varengo di Gabiano